LECCE – La coppia che scoppia (fragorosamente) è in quel concerto a due voci che al termine di Lecce-Napoli ratifica in maniera pubblica un divorzio ormai inevitabile. C’eravamo tanto amati: ma in quel pingpong tra radio, televisioni e taccuini, su quel ring che diviene il post- partita, c’è la sintesi d’una frattura irreparabile, la rottura di un’unione ormai in frantumi. Ecco quanto evidenziato dal Corriere dello Sport:
L’IRA DEL PRESIDENTE
- Il gelo che assale De Laurentiis al novantacin-quesimo d’una gara trasformata in psicodramma si scioglie dopo un quarto d’ora di meditazione solitaria, con il «Via del mare» ormai vuoto e la solitudine anche dentro: « Visto che valore ha il clima intorno alla squadra? La tranquillità aiuta, eccome se aiuta: e invece, dev’essercene stata poco se uno si fa espellere per cercare di recuperare un pallone impossibile e poter riavvicinare Di Natale che intanto ha segnato due gol. Gli allenatori devono anche incidere su quest’aspetto, o no? » . E’ stato bello fino a un mese fa: fino alla sculacciata rimediata dall’Udinese, la prima sconfitta d’un tris fatale in quattro gare; e poi, è stato doloroso svegliarsi e accorgersi che qualcosa era cambiato. « Perché, c’è un caso- Mazzarri? » .
IL 10% DI MAZZARRI – Il pomeriggio che sancisce una sperazione di fatto è un contraddittorio a cielo aperto che si scatena a distanza, che racchiude e manifesta i disagi emersi dopo la confessione di un Mazzarri deambulante, un passo avanti e due indietro, aspettando la Juve che ormai si è insinuata nei suoi pensieri: «Non capisco questa situazione kafkiana. Ho detto a Fassone e Bigon che potrei andare via, se è il caso lo dico anche al presidente.
Ma non credo ci sia solo il 10% di possibilità che resti, per me sono molte di più. E comunque è vero che c’è un contratto, ma non si può ridurre tutto ad una firma apposta in momenti diversi: in un anno, cambiano tante cose » . E poi, sulla partita: « Questa è una stagione strepitosa e voglio difenderla. Abbiamo perso contro un’avversaria che in casa ha fatto altre vittime illustri. Ma non venite a dirmi che tre sconfitte su quattro possono mortificarla. Noi vogliamo la Champions e quello è il traguardo che vale » .
VIA INSIEME SUL PULLMAN – Il futuro è in altri due weekend da consumare assieme, con De Laurentiis e Mazzarri così vicini eppure così lontani, come sul minibus – privato – che conduce presidente e allenatori a Brindisi, come sul volo che li porta a Roma, mentre già cominciano a scorrere i titoli di coda.
apprezzavo molto mazzarri….ora non lo sopporto piu’…non vedo l’ora che se ne vada…è come una moglie che tu tradisce….ma il presidente deve assolutamente farsi rivalere sul contratto…altrimenti i contratti nn serviranno piu’ a nulla sono solo una garanzia per gli altri e mai per la societa’..che la juve sganci quattrini e giocatori…altrimenti che resti fermo e la domenica si veda le partite in tv!!!
Pier
9 maggio 2011 at 10:59
Mazzarri ieri su Sky è stato imbarazzante.
Una roba da vomito.
Chiedo scusa per il linguaggio ma io credo che a questo mondo ci voglia anche un minimo di riconoscenza.
E che cavolo!
Questo allenatore era quello che nell’esperienza alla Samp aveva raggiunto nell’ultima stagione una finale di coppa italia (persa) ed un 13esimo posto in campionato.
Era un allenatore come tanti. Non un Dio acclamato e conclamato.
Voglio dire che il Napoli deve tanto a Lui ma anche Lui deve tanto al Napoli.
Parla di chiarimento a fine anno e poi, nella stessa intervista, dice che se ieri si pareggiava e si aveva la matematica certezza del terzo posto allora avrebbe parlato.
Una contraddizione dietro l’altra.
Fossi de Laurentis, se domenica sera pareggiamo con l’Inter e centriamo il terzo posto, lo licenzierei in tronco per poi dare la squadra all’allenatore in seconda.
Neanche per l’ultima partita ti faccio stare sulla panchina del Napoli.
Non ti meriti niente Livornese Infame.
antonio da Bologna
9 maggio 2011 at 12:29
MA SE LO LICENZIA FA IL GIOCO DI MAZZARRI E QUELLO DELLA JUVE….CHE CACCINO MONETA..IN QUESTO MONDO DI MERCANTI…
Pier
9 maggio 2011 at 12:40
Si lo so Pier ma ieri mi son cadute le braccia nel dopopartita di Lecce-Napoli.
Non si può tollerare una roba del genere.
Se vuoi rimanere di, si rimango
se te ne vuoi andare di, voglio andare via
Il teatrino non serve.
antonio da Bologna
9 maggio 2011 at 12:53