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No personalismi nella doppia sfida contro l’Elfsborg

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Il processo di crescita prosegue poderoso, senza soste anche se con qualche sbavatura ancora da correggere. Anche nell’amichevole contro il Bologna, la squadra azzurra ha dimostrato di essere condizionata da un limite strutturale: si crea tanto, ma si segna poco. Nonostante Lavezzi ora stia ragionando più da attaccante, gli altri indugiano troppo nei personalismi oppure nei cross alti da fondo campo. Il portiere del Bologna, Lupatelli, nonostante l’assedio azzurro di lunga durata, per larghi tratti dell’amichevole di Ravenna non è stato affatto impensierito. Questo perché nel Napoli non c’è chi si prenda la responsabilità del tiro da fuori area. L’inserimento in squadra di Cavani sarà fondamentale per sfruttare meglio i traversoni da fondo campo, ma per risolvere il problema del tiro da fuori servirebbe un Hamsik che prenda più volte la mira o, magari, l’acquisto di un centrocampista che sappia concludere con un tiro forte e secco. In tal caso, l’arrivo di uno come Inler eliminerebbe anche questo ultimo difetto della squadra. Ma fa bene Mazzarri a dire che bisogna concentrarsi sui calciatori che ha attualmente in rosa, anche perché è con loro che bisognerà guadagnarsi l’accesso alla fase a gironi dell’Europa League. Giovedì a Palermo, il triangolare con Siviglia e Palermo servirà per rodare ulteriormente la condizione in vista del doppio confronto con l’Elfsborg. Il Napoli ha le carte in regola per farcela, ma quando scenderà in campo (al San Paolo il 19 agosto ed al Boras Arena il 26) dovrà farlo con la cattiveria agonista di una finalissima, scrollandosi di dosso i tanti inutili merletti che qualche azzurro ancora indossa.

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