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LA PROMESSA DI MARONI E L’ADDIO DI QUAGLIARELLA, CROCE E DELIZIA DEL NAPOLI.

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Il Ministro promette di punire i 70 delinquenti di Bergamo, ma se fosse accaduto a Napoli chi avrebbe pagato? Quagliarella va, Quagliarella resta. PROTESTA PER LA TESSERA DEL TIFOSO: Il consigliere regionale del carroccio Daniele Belotti aveva avuto la brillante idea (essendo egli stesso un ultras della squadra orobica)  di organizzare un incontro tra Roberto Maroni e gli ultras atalantini. Palcoscenico il Berghem Fest ad Alzano Lombardo, mediatore Belotti, parti contrapposte Claudio Galimberti, capo ultras dell’Atalanta e Roberto Maroni, ministro dell’Interno, ideatore della tessera del tifoso.  Secondo quanto affermato da “Il Bocia” la richiesta dei tifosi sarebbe stata quella di ottenere il via libera per la sottoscrizione dell’ “odiata tessera” da parte di chi ha già scontato una diffida. Altrimenti la curva sarebbe stata più che dimezzata. Dal carattere e dagli aforismi utilizzati spesso dal capo Ultras bergamasco sarebbe stato facile capire come sarebbe andata a finire. Parole che non meritano nemmeno di essere commentate ma di essere riportate, questo sì.  “L’avversario un nemico, vogliamo picchiarlo per fargli capire chi comanda”. –  “Lo scontro è la nostra droga”. –  “Noi siamo l’unica tifoseria senza gemellaggi”. – “Tutti sono nemici”. E figuriamoci se il nemico numero uno attuale di tutti gli Ultras d’Italia, Roberto Maroni, non sarebbe stato oggetto di aggressione. Così, visto che la stupidità umana non ha limite,  70 dei 200 supporters hanno iniziato con lancio di petardi, bottiglie, bombe carte e sassi contro chiunque, donne e bambini compresi. Bilancio  finale:  quattro auto incendiate, due vigili finiti all’ospedale e un agente della Digos intossicato.  Danneggiamenti  ed aggressioni inconcepibili, soprattutto se si considera che il Ministro Maroni avrebbe accettato la richiesta dei tifosi. Ma definire tifosi quei 70 bergamaschi è un premio che non meritano, meglio chiamarli stupidi delinquenti. A chiudere la vicenda la promessa di Maroni: – “Chi ha determinato quanto accaduto può scordarsi di entrare negli stadi per molto tempo. Saranno colpiti duramente”. Pagheranno davvero quei delinquenti? Staremo a vedere. Ma la domanda che sorge spontanea è: se fosse accaduto a Napoli, chi avrebbe pagato? Due anni fa’, il 31.08.2008, un’intera città veniva seppellita mediaticamente per soli 5.000 euro di danni effettivi. Ma questa è un’altra storia. Occhi aperti a tutti i tifosi partenopei. QUAGLIERELLA, CROCE E DELIZIA. La notizia che rimbalza negli ultimi minuti da Sky sport è quella secondo cui Fabio Quagliarella sarebbe ad un passo dalla Juventus. Tuttavia lo stesso attaccante azzurro avrebbe più volte sostenuto di non voler lasciare Napoli perché innamorato della sua squadra del cuore. Parole che, unite ai goal sempre spettacolari dell’attaccante azzurro,  non possono che far scontenti milioni di tifosi partenopei. Ma, in base ad un’attenta analisi tecnica, Quagliarella non ha mai brillato nel Napoli e non è stato mai più decisivo di un Denis, già venduto. Lo schema di Mazzarri gli impone di stare tra le linee, gli uno-due col Pocho non sono stati ancora assimilati da Masaniello e soprattutto non è riuscito a farsi amare come Lavezzi, lo scugnizzo aregntino o Hamsik. Sembra ieri quando il San Paolo urlava a squarciagola il nome del figliol prodigo di Castellammare di Stabia ma a ben vedere è accaduto lo stesso anche con il neo-acquisto, CAVANI. Ciò testimonia che nel calcio la sostanza è ciò che più conta e, se in questo Napoli Quagliarella non riesce a dare il massimo di se’, allora per noi napoletani non resterebbe che augurargli BUONA FORTUNA FABIO! e non resta che augurare al Presidente De Laurentiis di reinvestire per sostituire degnamente il nostro redivivo Masaniello.
Giuseppe Tarallo.

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