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“CCA' NISCIUNO è FESSO”. IL MERCATO DEL NAPOLI E IL FAIR PALY FINANZIARIO.

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Il mercato del Napoli non sembra aver accontentato tutti i tifosi. Ci si aspettava un altro nome importante, un degno sostituto di Quagliarella. Sono arrivati Yebda, Dumitru, Cribari e Sosa.
Cominciamo da quest’ultimo. Sosa, quando giocava in Argentina, aveva impressionato gli osservatori di mezza Europa. Alla fine è andato a giocare in Germania, dove ha perso colpi. Agli scettici c’è da dire che ha giocato in un grande club e con tanta concorrenza. Due milioni per averlo a titolo definitivo sono pochi. L’operazione ha ottimi margini di guadagno, soprattutto se dovesse far valere le doti tecniche che ha. In Argentina andava a segno spesso anche su punizione. Giovane e bello! Due milioni spesi benissimo.
Yebda, un colosso con esperienza e dal colpo di testa facile. Macchinoso e forse un po’ lento, il franco-algerino è però bravissimo nell’inserirsi in area di rigore e nello sfruttare le palle alte. Al Napoli serviva un calciatore che gonfiasse la rete sfruttando i cross provenienti da calci d’angolo e punizioni, spesso e purtoppo preda dei portieri avversari.
Yebda arriva in prestito gratuito e riscatto fissato a 4,5 milioni di euro; se dovesse rispettare le promesse date, il costo non sarebbe alto ed andrebbe a pesare poco nel passivo della società azzurra.
Cribari, operazione intelligente che deve essere letta congiuntamente all’operazione salva-Rinaudo. Si, Rinaudo avrebbe avuto poco spazio anche quest’anno e, considerando quanto è stato pagato da Marino, avrebbe perso molto valore. Forse sarebbe stato meglio cederlo al Bari ma Del Neri ha stima in lui e potrebbe rivalutarlo bene. Inoltre Santacroce scalpita e deve essere riportato ai suoi livelli. A tutti quelli che hanno avuto un conato di vomito alla notizia dell’acquisto di Cribari, bollato come il peggior difensore della Serie A, c’è da dire che, a parte le ultime tre deludenti stagioni, il difensore brasiliano ha un passato di tutto rispetto, esperienza ed umiltà. Su Grava, fino ad un anno fa,  nessuno degli scettici avrebbe mai scommesso un centesimo. Il Napoli potrebbe dargli nuova vita così come è successo con il ribattezzato GRAVATAR. I 500 mila euro spesi per acquistarlo e completare la rosa sono pochi. Bene così.
Dumitru. Elogi e paragoni importanti sono all’ordine del giorno. Il giovanissimo attaccante, da un punto di vista prettamente economico, rappresenta un vero e proprio investimento. L’operazione complessiva si aggira intorno ai tre milioni di euro. Buone speranze di non averli persi e, vista la giovane età, di poterlo rivalutare. Insieme a Ciano ed Insigne, oltre   al più quotato Maiello, potrà rappresentare il Napoli che verrà. Patrimonio Azzurro.
In attacco tutti avrebbero voluto un grande acquisto, Dumitru non dà certezze per ora ma Bigon sa benissimo che sono state approvate regole finanziarie nuove e ferree, che è bene osservare sin da subito.
Lo stesso Moratti non ha fatto follie, solo Juventus e Milan sono state attive sul mercato. A ben vedere però, la Juventus doveva riacquistare fiducia dai suoi fans e non è detto che ci riuscirà. L’unico a spendere tanto è stato il Milan di Berlusconi, che ha preso Ibrahimovic e Robinho: due colpi fenomenali che aumenteranno le qualità dei rossoneri e, nelle speranze intime del premier, i voti da raccogliere nelle prossime elezioni politiche. Furbo.
Ma riuscirà a rispettare il principio del “pareggio di bilancio”?
L’Uefa ha infatti varato le regole del fair play finanziario, che limita i passivi di bilancio dal 2012-13 e impone il pareggio tra costi e ricavi a partire dal 2018-19.
Che cos’è il pareggio di bilancio? Cerchiamo di capirci qualcosa.
ll concetto di ‘pareggio di bilancio’  prevede che un club non può spendere più denaro di quanto ne guadagna. Verrà valutato il debito accumulato e il monte ingaggi di ogni squadra ed ogni squadra dovrà dimostrare di rispettare le varie scadenze di pagamento.
Le regole del Fair Play Finanziario tendono a garantire la gestione dei settori giovanili e il miglioramento delle infrastrutture.
Le misure previste dall’Uefa entreranno in vigore gradualmente.
I controlli partiranno nel 2013 e le società non potranno superare i 45 milioni di perdite nel biennio precedente e cioè nel biennio appena iniziato e relativo alle stagioni calcistiche 2010-2011 e 2011-2012; il suddetto limite verrà ridotto prima a 45 milioni negli ultimi tre anni, successivamente a 30  milioni,per poi ridursi a soli 5 milioni.
Infine, dalla stagione 2018-19 otterranno la licenza Uefa solo le società col bilancio in pareggio. In breve, per partecipare alle competizioni internazionali le squadre dovranno coprire i costi di gestione con i ricavi, pena l’esclusione dalle stesse.

STOP ALLE SPESE FARAONICHE quindi, maggiore attenzione ai vivai e possibilità di spendere, basandosi sulla ricchezza reale del club e non in base all’indebitamento. La Roma e l’Inter soprattutto non avrebbero vinto nemmeno uno degli ultimi scudetti ma questa è un’altra storia.
Le regole del fair play finanziario, tuttavia, non penalizzeranno le grandi squadre che, per numero di tifosi, diritti televisivi ed infrastrutture, rimarranno certamente avvantaggiate. In Italia, ad esempio, la Juventus potrebbe essere avvantaggiata dalla non lontana ultimazione del nuovo stadio che sicuramente farà incrementare i ricavi e, quindi, la possibilità di spendere.
In questo clima di controlli più severi, Bigon e De Laurentiis garantiscono quanto meno di far quadrare i conti societari. La scelta di non acquistare un grande nome per l’attacco è comprensibile se si pensa che, ora come ora, il reparto può considerarsi completo e da valorizzare così com’è. L’unico dubbio può essere rappresentato dalla capacità degli attaccanti azzurri di reggere fisicamente di fronte alle diverse competizioni. De Laurentiis ha sicuramente pensato anche  a questo e, se dovessimo averne realmente bisogno, non esiterà a comprare dinuovo al prossimo mercato, quello di Gennaio.
Giuseppe Tarallo

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