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Raffaele Auriemma: Utrecht in arrivo. Il San Paolo mostrerà il peggio di sé anche in Europa

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Si riprende, non vediamo l’ora. Questa sosta pro-Italia dopo una prima giornata di campionato, soffoca l’interesse appena nascente dopo un’amara estate di Mondiali. All’orizzonte c’è la sfida con il Bari e immediatamente dopo quella di Europa League contro l’Utrecht.
Allora, porte aperte al San Paolo, in uno stadio che ora potrà mostrare il peggio di sé anche in Europa. E meno male che il presidente Aurelio De Laurentiis si è adoperato per rifare ex novo il manto erboso, oltre ad interrare le panchine e risistemare i sediolini lì dove mancavano. Ma è la classica lavata di faccia, anche costosa.
Lo stadio di Fuorigrotta andrebbe rifatto da zero, con un po’ di quel coraggio che ha caratterizzato il rifacimento a Lisbona dello stadio Da Luz: buttare giù la vecchia struttura e rifarla daccapo con criteri più moderni. Già, perché il San Paolo era già vecchio quando non bastarono cento miliardi di vecchie lire nel lontano 1990 per i Mondiali italiani. Ma fino a quando ci sarà la latitanza delle istituzioni, sarà inutile industriarsi alla ricerca di progetti e  risorse. Non è ammissibile che una delle città più importanti e popolose d’Italia debba essere all’ultimo posto nell’impiantistica sportiva, dal San Paolo in giù, passando attraverso lo scheletro del Mario Argento che ormai fa concorrenza a Pompei nelle tappe del turismo archeologico.
Porte aperte al San Paolo, anche perché è uno degli stadi più violati d’Italia, e bocche cucite a Palazzo San Giacomo: nessuno degli amministratori cittadini nel corso di un ventennio è riuscito a dare, se non denaro, almeno risposte alle tante domande piovute da ogni dove. Ormai questa consigliatura sta volgendo a termine, l’auspicio è che nella prossima ci sia una classe dirigente un po’ più sensibile a problemi di secondo piano solo per chi è sordo a certe esigenze della collettività.
Raffaele Auriemma

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