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Mazzarri: «Non capisco il malcontento dei tifosi»

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Il mercato del Napoli ha fatto storcere il naso a molti tifosi. Ma Walter Mazzarri invita i sostenitori azzurri a credere nella squadra creata in estate dal presidente De Laurentiis e dal ds Bigon. «Il malcontento dei tifosi? – chiede il tecnico livornese – Sinceramente non me lo spiego. La gente può pensare sempre al grande nome, magari a giocatori che l’anno scorso hanno fatto campionati particolari. Ma io penso che per quello che si è promesso di fare, anche in base a certi criteri economici, la società ha operato nel modo giusto: Roma non è stata costruita in un giorno. Io ho accettato un progetto di tre anni e ho sempre detto che ci vuole un po’ di pazienza per fare quello che uno vuole fare. A volte poi il mercato è strano, ci sono tante cose che una società vuole fare ma a volte non lo può fare. Io penso che in un periodo decentemente breve, cioè non troppo lungo, chi lavora bene, con un’idea tattica precisa e puntando a dare una determinata mentalità a un gruppo, può avere risultati. Nessuno ha mai promesso sfracelli nell’immediato. Quest’anno è la proiezione dell’anno precedente perché siamo entrati in Europa. Io penso che questo sia motivo di soddisfazione per la nostra gente. Io direi che bisogna applaudire i giocatori che l’anno scorso ci hanno fatto divertire e che hanno ricominciato a farci divertire quest’anno. Io penso che di soddisfazioni il mio Napoli ne abbia già date. Già il pareggio di Firenze è il prosieguo di quello che abbiamo fatto l’anno scorso. E stiamo cercando di fare qualcosa in più. L’esordio a Firenze è stato buono, purtroppo c’è il rammarico che in una partita del genere, se fossimo stati preparati perfettamente e non ci fosse stata l’Europa League, l’avremmo potuta anche portare a termine come è successo in alcune occasioni l’anno scorso. Ma in generale la squadra, considerato il valore della Fiorentina e giocando a casa loro, ha fatto bene. Sono convinto e fiducioso che domani faremo una prestazione all’altezza di quella di Firenze».
BARI TOSTO – A proposito di domani, il Napoli si troverà ad affrontare il Bari di Ventura. Una squadra che ha fatto miracoli la passata stagione e che ha cominciato la nuova battendo la Juve. Mazzarri in settimana ha visto bene i suoi, ma non si fida dell’avversario. E invita i tifosi a non dare per scontata una vittoria: «Stiamo tutti abbastanza bene, l’ho verificato in questi giorni – afferma -. Il Bari è una realtà importante. Faccio i complimenti a Ventura, che è uno dei pochi che sa organizzare la fase offensiva. È uno dei pochi non solo in Italia ma in Europa. Ha confermato l’ossatura dell’anno scorso, quando ha giocato uno dei calci migliori se non il migliore di tutti. Abbiamo visto all’esordiio cosa ha fatto (1-0 alla Juve, ndr). Non ha vinto come una piccola contro una grande, ma ha preso il pallino del gioco da subito. Per questo chiedo ai tifosi di appoggiarci perché sarà una partita difficile, anche perché in questo momento fisicamente sembrano stare meglio degli altri».
YEBDA E SOSA – Yebda e Sosa sono gli ultimi due arrivati in casa azzurra. I tifosi partenopei non li conoscono. Ecco la descrizione che ne fa Mazzarri: «Yebda come caratteristiche dovrebbe essere impiegato come uno dei centrocampisti centrale. È un giocatore che poi può anche entrare dentro come gli altri mediani che vanno al tiro. Sosa è un giocatore di grandi qualità tecniche e dal gran fisico, ma vorrei fosse più incisivo davanti. Lui si sente trequartista, io voglio vedere se con le doti che ha può diventare una seconda punta vera. Ma deve convincersi lui stesso. Per tutti i nuovi io dico che i giocatori hanno bisogno di tempo per inserirsi in una squadra che ha una fisionomia precisa . Ci vuole pazienza. Se dovessi impiegarli prima del previsto per necessità vorreri preservarli da critiche».
LAVEZZI C’È – Quanto a Lavezzi, appena rientrato dalla trasferta in patria per il ritiro dell’Argentina, Mazzarri si dice convinto che il Pocho non risentirà della fatica del viaggio transoceanico: «Mi è sembrato che stesse bene, bello carico, pimpante e voglioso di giiocare, anche perché ha fatto solo allenamenti con l’Argentina. Se lo conosco, penso che scalpiti per scendere in campo».
DOPPIO IMPEGNO – Dopo il Bari il Napoli dovrà cominciare a pensare alla sfida di Europa League contro l’Utrecht. Un copione cui gli azzurri quest’anno dovranno abituarsi. Ma il tecnico conosce i pericoli di questa situazione: «Per l’esperienza fatta alla Samp – avverte – bisogna cominciare a pensare solo al Bari. Finita quella partita, io e miei collaboratori prepareremo alla grande la partita di coppa. E così faremo sempre. Ci sono tanti giocatori nuovi arrivati da pochissimo e questo è da ponderare bene, ma abbiamo anche la solidità del vecchio gruppo, con giocatori che hanno contribuito al grande campionato dello scorso anno. Sono rimasti tutti, è cambiato solo Quagliarella con Cavani e abbiamo ritrovato un Dossena che l’anno scorso non c’era. Questa è la maggiore garanzia. Gli altri andranno inseriti senza caricarli di troppe responsabilità. I giocatori nuovi li conoscevamo, li abbiamo seguiti. Ma sono giocatori di cui voglio parlare dopo averli allenati. Piano piano vi dirò ogni cosa. Per vari motivi sono arrivati a ridosso di partite importanti. I giocatori che entrano in un mio gruppo hanno bisogno di tempo. Abbiamo un sistema preciso su cui abbiamo costruito molte belle partite dell’anno scorso. Questo gruppo dà garanzie anche nei momenti difficili. Tutti quelli che sono rimasti e quelli che sono arrivati sono entusiasti di giocare per il Napoli e di indossare questa maglia».
PRONOSTICI – Infine, un pronostico sul campionato del Napoli: «Sono d’accordo con Corvino: ci sono le quattro big, poi un gruppetto, in cui ha inserito anche noi, molto agguerrito. Siamo in tanti sullo stesso piano, se facciamo bene, possiamo sognare qualcosa d’importante. Certo, chi non giocherà le competizioni europee, sarà avvantaggiato rispetto a noi. Dobbiamo stare molto attenti».
Corriere dello Sport

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