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Italo Cucci: "Che lezione da Ventura"

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La musica la suona il Bari, il Napoli tenta di tenerne il ritmo, di non stonare troppo. Acuto di Barreto, Cavani risponde alla grande. Poi un lungo sonno, una noia mortale fino al gol di Cannavaro, un urlo nella notte del San Paolo che si spegne nella strozza appena Castillo firma il 2 a 2 e ordina la chiusura del match. Un punto. Una delusione. Una fastidiosa ricerca del perché questa squadra nata per vincere offre in realtà prestazioni monche e deludenti. Prendo in prestito la chiacchiera mediatica. Non consolante. Vorrei tanto che fosse Mazzarri, nelle prossime ore, a dirci la verità. Il Napoli sembra ne faccia una questione d’onore. Vede che il referenziatissimo Milan fa cilecca a Cesena, che la quotatissima Roma sprofonda a Cagliari, che la Juve ha bisogno di un aiutone arbitrale per reggere il confronto con la Sampdoria, che la stessa Inter rubacchia punti all’Udinese, e dice: non posso esser da meno; e si becca una lezione di calcio dal Bari che ormai dovrebbe esser ribattezzato Accademia Ventura. La scusa può sembrar paradossale, ma è buona, gli Opinionisti Principi l’avallano: il campionato è partito a razzo per i piccoli club che si fano forti di un’ottima preparazione là dove non possono esibire campioni, mentre è in ritardo per gli squadroni che devono faticosamente assemblare i Vip come Ibrahimovic, come Borriello, come Krasic…Balle, naturalmente balle. Sarebbe come dire che il Napol i è in difficoltà perché Cavani non s’è ambientato, non riesce a far gruppo. In verità, Cavani – il penultimo arrivato, il più impegnato in Sudafrica – è più avanti di tutti, più “napoletano” di chi nel Napoli c’è da anni. Anche ieri sera, è stato l’unico a creare occasioni d’oro; Lavezzi ci ha messo tanta voglia ma non è riuscito a essere pericoloso; come Hamsik, sparito nella notte del San Paolo, come buona parte della compagnia che finisce nel mucchio degli “scioperati” sui quali si ironizza in queste ore. M’ero raccomandato di offrire un po’ di spettacolo, suvvia, qualche bagliore di bel calcio: sono stato ripagato con un’esibizione molto simile a un pernacchio. E sento già voci misteriose (mica tanto) che mi dicono: è andata bene così, il Bari poteva anche vincere… Il Bari ha una rosa ragionevole e non può far follìe: si accontenta; il Chievo primo in classifica non arriverà allo scudetto, e neppure alla Champions, e neanche all’Europa League: cercherà di salvarsi e basta, come il Cesena, come il Cagliari; ma pergiove, Ventura e Pioli, Ficcadenti e Bisoli si toglieranno lo sfizio di far vedere come si gioca al calcio pur senza poter esibire campioni. È quella virtù che i nostri tecnici che vanno per la maggiore hanno dimenticato, o forse hanno appena male appreso, sicché finiscono per esibire un prodotto degno giusto della sopravvivenza, di un tirare a campare in attesa di tempi migliori, magari di un interventi al mercato di gennaio. Bene: questa gente mi ha stancato, e credo abbia stancato anche gli appasionati più fedeli. Sempre che qualcuno non s’accontenti di quelle che chiamano, se volete, emozioni.
Fonte: Roma
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