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“Contro Corrente”: le stelle azzurre non brillan piu' di notte

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Altra partita, altro pareggio. Il Napoli, di fronte ai 30000 del San Paolo, stecca la prima in casa, impattando per 2-2 contro un coriaceo Bari. Come nella prima giornata, gli azzurri guadagnano un solo punto, ma, a dispetto della gara di Firenze, la squadra di Mazzarri ha palesato diversi limiti, compiendo, di conseguenza, diversi passi indietro anziché in avanti.
Eh si, perché, se eravamo usciti da Firenze con la convinzione che l’unica cosa che mancava al Napoli era una buona tenuta atletica, dopo la gara col Bari, serpeggia più di un dubbio nelle mente dei tifosi partenopei.
Confusi, distratti, il Napoli di ieri sera è sembrato la brutta copia di quella squadra che pochi mesi fa offriva spettacolo, mantenendo per tutta la partita una certa identità di gioco.
Reparti troppo lunghi, difesa lenta e gioco sulle fasce ridotto al minimo, ci si è messa anche la testardaggine di Lavezzi, e l’imprecisione di Gargano su tanti, troppi, appoggi sbagliati verso i compagni.
Certo, di buono resta la reazione degli azzurri, che proprio nel momento migliore dei pugliesi, sono riusciti a trovare il gol del pareggio con l’onnipresente Cavani (quattro presenze, quattro gol per “el Matador” uruguagio), troppo poco però per una squadra che, considerati i risultati maturati in giornata (sconfitta per Milan, Roma, Fiorentina e Genoa, pareggio tra Juve e Samp, ndr), poteva e doveva portare a casa i tre punti.
Il gol, illusorio, di Cannavaro (in cui ci mette lo zampino anche il neo-acquisto Sosa, ottimo il suo impatto al match, ndr), premia più la caparbietà del giocatore, idolo consacrato della torcida partenopea, che il collettivo in sé, perché, davvero, il Bari di ieri non meritava assolutamente di perdere.
Ma più per il pareggio subito a due dal termine, fa rabbia il modo con il quale la squadra ha permesso a Castillo di siglare il 2-2, concedendo campo prima allo spunto di Alvarez e poi all’incursione di Almiron: gravi indecisioni che alla lunga costeranno caro in chiave classifica.
Passa così in secondo piano l’errore arbitrale di un De Marco alquanto imbarazzante (chiara trattenuta di Cavani da parte di Belmonte) perché a lanciare l’allarme in casa partenopea è stato l’atteggiamento, l’approccio al match degli azzurri.
C’è, insomma, da rimboccarsi le maniche perché giovedì è di nuovo tempo di esami. Al San Paolo arriva l’Utrecht per l’esordio in Europa League, speriamo davvero di ritrovare il nostro vecchio Napoli, in attesa del big match di domenica, al Ferraris, contro la Samp di Cassano.
Francesco Auricchio

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