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Il trio delle meraviglie che in tanti invidiano a De Laurentiis

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Guardiamoci intorno e vediamo cosa c’è di nuovo, di convincente più del Napoli in serie A. La Lazio, capolista dopo sei giornate, è l’unica grande sorpresa di un campionato senza certezze apparenti. Nemmeno l’Inter sembra essere più l’armata travolgente degli ultimi anni, pur disponendo di un capitale atleti tale da vincere lo scudetto ancora per chissà quanti anni ancora. Ma dopo di loro, alle spalle dei nerazzurri, regna un equilibrio governato dalla squadra di Mazzarri e dal Milan. Queste due formazioni meritano il ruolo di outsider, immediatamente dopo i pluridecorati di Benitez, perché entrambe capaci di restare a galla anche quando non tutto gira per il verso giusto. Anche quando in questo periodo dell’anno le gambe stanno ancora smaltendo le tossine della preparazione. La vittoria di ieri su di una Roma un po’ demode, ma sempre insidiosa, è la conferma di quanto siano stati affrettati i giudizi (soprattutto quelli negativi) sul Napoli e sulle scelte di mercato. Sosa, ma soprattutto Yebda stanno cancellando a colpi di rendimento tutte le offese che gli sono piovute addosso dai quei tifosi azzurri a digiuno di una regola fondamentale nel calcio: si vince non ingolfando le squadre di “nomi”, ma inserendo le pedine che occorrono all’interno di un gruppo già consolidato. Dopo sei giornate di campionato non si sbaglia nell’ammettere che la Lazio, il Milan e il Napoli sono le tre squadre che meriterebbero l’accesso alla prossima Champions League. Gli azzurri, poi, più degli altri vantano un . Cavani (23 anni), Hamsik (23 anni) e Lavezzi (25 anni) hanno preso in mano le redini della squadra e ora la stanno trascinando in alto a dispetto della loro giovane età. Le ripartenze brucianti e la capacità di trovarsi tra di loro anche ad occhi chiusi, insomma, questa dimensione altamente offensiva dell’attacco azzurro vale pure come risposta a chi temeva che senza Quagliarella, il Napoli ne avrebbe perso in forza realizzativa. Così non è stato, ma non perché l’ex azzurro non era all’altezza della situazione, ma perché era stato un errore prenderlo come partner del Pocho e di Marekiaro. Con l’innesto di Cavani si è prodotta la quadratura del cerchio ed è tornata la serenità all’interno dello spogliatoio. Solo quando il clima è positivo, solidale e corporativo, si riesce a venir fuori dalle crisi o dai momenti in cui la piazza brontola per l’insoddisfazione e rischia di condizionare gli animi. Il Napoli è forte dentro e non teme nemmeno più il ritmo di una gara giocata ogni tre giorni. Nel secondo tempo di ieri, cioè quando si temeva che gli azzurri potessero subire una flessione fisica per l’enorme sforzo di giovedì sera a Bucarest, è stata la Roma a lamentare un crollo atletico inatteso, pur avendo giocato i giallorossi due giorni prima del Napoli in Champions League. Ora due settimane per tirare il fiato e convincersi che per questa squadra ogni traguardo è possibile. Sì, se l’Inter si suicida, ogni traguardo…
Raffaele Auriemma

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