15 49.0138 8.38624 1 1 4000 1 https://www.tifonapoli.it 300 0
theme-sticky-logo-alt
theme-logo-alt

A.Corbo: Prendere a schiaffi fortuna e primato

0 Commenti

Il Napoli è stato per 30 minuti alla pari di Inter e Milan. Giocando peggio del Catania, era in vantaggio. Doveva vincere. Poteva vincere. Ma ha preso a schiaffi fortuna e primato. Perché?
Ha provato a spiegarlo Mazzarri. Per dolersi, aveva buone ragioni. Ne ha però elencate troppe, annegando in un fiume di parole. Dice che in campo «non c´era il mio Napoli», ed è vero. Osserva che i giocatori più importanti erano stanchi per i lunghi viaggi con le rispettive nazionali, ed è un´analisi lucida. Rimprovera poi una mancanza di «mentalità da grande squadra», e si può discutere. Accusa infine i giocatori di aver mostrato le necessarie energie non dopo lo 0-1, quando potevano raddoppiare e chiudere la partita, ma dopo il pareggio del Catania. E qui si smarrisce in un labirinto. Dunque: il Napoli era stanco, anzi no, era fresco e solo nel finale ha corso, aggredito e sfiorato la vittoria «come voglio io». Dov´è la verità?
Calma, Mazzarri. Provi a rimettere in ordine i suoi pensieri. È stato per la prima volta duro con i suoi, ma proprio stavolta i giocatori sono immuni da colpe. Il Napoli ha dissipato il vantaggio, certo; vantaggio non immeritato perché Cavani può sempre trafiggere tutti, anche chi gioca meglio. Lo insegna la storia del calcio. È la legge dei campioni: possono ribaltare in vittoria anche la partita più sofferta, con un lampo di genio. E Cavani, primo cannoniere in Italia con Eto´o, è un campione. Catania offre invece almeno tre motivi di riflessione. L´affarismo bieco delle federazioni sudamericane, il mercato, i cambi .
Il Napoli ha otto giocatori nel giro delle nazionali. È giusto che vadano alle gare di qualificazione, come han fatto finora gli italiani e lo slovacco Hamsik. È paradossale che l´Argentina per far cassa voli in Giappone, trascinando Lavezzi e Sosa. Solo il primo ha giocato 18 minuti. Un viaggio sfibrante per nulla. Peggio L´Uruguay. Va in Indonesia e Cina, Cavani gioca 180 minuti, Gargano 100. Un massacro tra partite, viaggi, fusi. Il circo sudamericano delle meraviglie fa incetta di dollari nel mondo schierando giocatori valorizzati in Europa. Ha ragione De Laurentiis quando accusa Platini e Blatter, quindi Fifa e Uefa. La loro indifferenza. I giocatori sono sfruttati oltre misura e nessuno sollecita regole né limiti. Ma le urla del Napoli si disperdono nel vento. È isolato. Come se una città italiana, da sola, criticasse Usa, Cina e Ue.
Questa ulteriore fatica per i migliori doveva però consigliare un mercato diverso: una squadra meglio attrezzata. Ceduti Cigarini e Quagliarella, non bastano Yebda, Sosa e Dumitru per fornire ricambi per campionato, Europa League, Coppa Italia e contraccolpi di tournée intercontinentali. Sarà un caso, Mazzarri lasciato tutti e tre gli acquisti in panchina pur essendo la squadra in affanno. Quindi: valgono, quanto valgono? Erano stanchi Lavezzi, Cavani, Gargano. Tre elementi chiave per le ripartenze. Il Napoli è forte finché impone il ritmo alto e riparte velocemente negli spazi. Ieri ripiegava, perdeva campo in un malinconico sotto-ritmo, proprio nei 30 minuti di momentaneo i primato.
Mazzarri non spiega infine le sostituzioni. Ha ritirato Grava, fallito il tentativo di arginare Mascara. E rimesso il mancino Aronica a sinistra, spostando il destro Campagnaro nella sua zona naturale. Era ora. Fatale invece l´altro cambio: il Catania pareggia appena il destro Zuniga entra per giocare a sinistra sull´indiavolato Gomez. Lo perde un minuto dopo. Forse non è solo «la mentalità dei giocatori» a buttare via punti e primato.
Fonte: Repubblica

Indietro
Avanti