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R.Auriemma: questa squadra, anche quando non brilla, non perde e rischia addirittura di vincere

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Magari la logica non è di facile comprensione per tutti, ma a ragion veduta funziona proprio così. La sosta ha stancato il Napoli: il paradosso rende per intero l’idea di ciò che si è visto ieri a Catania. D’accordo, il campionato era fermo da due settimane e tutti sono portati a pensare che la sosta doveva portare benefici ad una squadra come il Napoli, alla continua ricerca di una settimana-tipo con allenamenti per cinque giorni e la partita alla fine. Invece si è visto che così non è andata. Il motivo? Quelli che hanno partecipato alle partite internazionali dei loro Paesi, sono stati fuori troppo tempo per poter apprendere compiutamente i meccanismi anti-Catania, oltre ad aver accumulato tossine per i continui spostamenti, decolli, atterraggi e trasferimenti in tutte le parti del mondo. E quando sono otto i convocati che non puoi allenare per così tanto tempo, il contraccolpo te lo devi aspettare anche sulla squadra tutta. In più, va aggiunto lo scarico di adrenalina per quelli che sono rimasti ad allenarsi a Castelvolturno. Con due settimane di stop al campionato è umano che la tensione di abbassi, con la conseguenza che tutto il ritmo che si aveva prima del break, non lo ritrovi immediatamente dopo. Ecco perché il Napoli a Catania non ha garantito la qualità di spettacolo che aveva esibito con la Roma, oltre ad aver affrontato una formazione talmente solida in casa da essere imbattuta ormai da dieci mesi. La domanda è: oltre al punto che muove la classifica, gli azzurri ritroveranno lo spirito e il fisico per la sfida di giovedì sera? Il Liverpool arriverà al San Paolo, dove sarà accolto da almeno 60mila spettatori, ma che Napoli troverà? Il timore che la fatica possa giocare un brutto scherzo c’è, ma in genere per certe gare i calciatori non hanno bisogno di stimoli eccessivi per rendere al top. Sembra da escludere che Mazzarri pensi al turn over per un match così importante ai fini della qualificazione ai 16esimi dell’Europa League, oltre ad avere un significato enorme anche per una piazza così massacrata negli anni del fallimento. In campo ci sarà il miglior Napoli, con la speranza che lo sia per davvero, con la carica nervosa che serve per affrontare certi impegni e un po’ di sprint in più rispetto alla partita di Catania. Il rischio di un crollo atletico, così come spiegano gli esperti in materia, non si verifica mai alla seconda gara di fila, ma alla terza in otto giorni il rischio c’è. Ora ci sono quattro giorni pieni prima del match del Liverpool, chi è tornato stanco dalle Nazionali ha il tempo per recuperare del tutto, mentre chi aveva la condizione poi smarrita con la sospensione del campionato, avrà recuperato la necessaria tensione agonistica che si è affievolita al Massimino. Ma a conti fatti, esiste un aspetto positivo nella mezza delusione di ieri: questa squadra, anche quando non brilla, non perde e rischia addirittura di vincere. Questo è il vero segnale della maturità che si reclamava negli anni precedenti, questo è un buon motivo per pensare che il Napoli sta cominciando a diventare grande.
Raffaele Auriemma per Tifonapoli.com

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