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Tutti in campo: Napoli-Liverpool

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Serata di gala al San Paolo di Napoli. L’arena di Fuorigrotta spalanca le porte al blasonato Liverpool, pluricampione d’Europa, che domani farà visita ai partenopei per una sfida inedita, che da tempo, i tifosi azzurri sognavano di vivere.
Un segno del destino, un gioco del sorteggio che relegò Cannavaro e soci nel girone K, in compagnia dei reds, della Steaua e dell’Utrecht. Si respira un’aria frizzante in tutta la città, che con ottimismo crede in un buon risultato contro un Liverpool, mai come ora, in crisi di risultati. I reds sono ultimi in classifica in Premier, frutto dell’ennesima sconfitta nel derby contro l’Everton (2-0, ndr) ed anche in Europa League, fatta eccezione per l’esordio spumeggiante con la Steaua, hanno arrancato nel secondo match ad Utrecht.
Battere gli inglesi è un po’ il sogno di tutti: per il blasone, per la crescita societaria, ma anche in ottica qualificazione. Ci si poteva aspettare di più da parte della banda Mazzarri nelle prime due gare della fase a gironi, eppure, con due punti in attivo, superando il Liverpool, il Napoli balzerebbe in testa alla classifica del girone. Un’idea che stuzzica l’immaginario collettivo, ed in particolar modo, lo stesso Mazzarri, che con tutta probabilità, manderà in campo dal primo minuto “i titolari più titolari”. Rispetto all’undici di Catania, ci sarà infatti un solo cambio: fuori Grava, dentro Aronica, con Campagnaro nuovamente schierato a destra. Cannavaro sarà, come suo solito, al centro a completare il reparto difensivo, davanti all’immancabile De Sanctis, eroe del Massimino, dal quale però si attendono conferme sul fronte europeo. A centrocampo, Dossena e Maggio agiranno sugli esterni, con Pazienza e Gargano al centro. In avanti, spazio alla fantasia, l’estro, l’imprevedibilità di Cavani, Lavezzi ed Hamsik: l’urlo dell’LaHaCa a seppellire, si spera, le speranze e la gloria dei reds.
Molto più abbottonato il Liverpool di Roy Hodgson, che punta forte sul turn-over in vista del match casalingo di campionato col Blackburn. Con Johnson e Agger indisponibili, come lo stesso Kuyt, e Gerrard, Torres, Lucas e Meireles non convocati, davanti a Pepe Reina, linea a quattro composta dall’esperto Carragher, fresco di rinnovo, Kyrgiacos, Skrtel e Konchesky. A centrocampo, spazio a Poulsen, con Maxi Rodriguez e uno tra Shelvey o Spearing al posto di Gerrard. In avanti, Cole e Babel a supporto di Ngog.
Con l’urlo dei sessantamila a sostenere gli azzurri, sarà sicuramente il Napoli a fare la partita, con gli inglesi pronti a far male in contropiede. Il ritmo asfissiante può essere un’arma a favore degli azzurri: la linea difensiva dei reds è molto rocciosa, ma poco adatta alla velocità di Lavezzi, Cavani e Hamsik, che potranno contare sulla spinta di Dossena, più che di Maggio, “costretto” a tenere a bada, insieme a Campagnaro, il funambolico Joe Cole. Maxi Rodriguez sarà guardato a vista da Pazienza, che insieme a Gargano avrà il compito di dettare i ritmi in campo. Tridente abbastanza largo da parte degli azzurri, per allargare le maglie della difesa inglese, con lo stesso Cavani pronto a venire incontro per favorire gli scambi veloci e gli inserimenti negli spazi dei suoi compagni di squadra. In fase passiva, occhio alle sfide tra Cannavaro-Ngog e Babel-Aronica e, in senso più generico, alle palle inattive, arma vincente dei reds, soliti a sfruttare i centimetri dei propri difensori.
Sarà un Liverpool abbastanza ridimensionato ma attenzione a sottovalutarlo: nonostante le assenze eccellenti, ha una lunga tradizione in campo europeo, e in virtù di ciò, è più abituato a pressioni e palcoscenici di un certo spessore.
Come anticipato precedentemente, ci sarà il tutto esaurito. Arbitrerà l’incontro il signor Thorsten Kinhöfer, fischietto tedesco dal cartellino facile. Fischio d’inizio alle ore 19.
Francesco Auricchio

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