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Perchè Napoli-Liverpool non sia un evento

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Potrebbe essere la partita dell’anno. E’ senza dubbio la partita più prestigiosa da quando Aurelio De Laurentiis, ormai 6 anni fa, decise di investire nel progetto Napoli. La sfida con il Liverpool è ricca di significati. Gli azzurri, infatti, cercano una vittoria che li permetterebbe di balzare in testa alla classifica del proprio girone di Europa League ma che, soprattutto, darebbe una fortissima iniezione di fiducia per il prosieguo del campionato. Che sia dunque una sfida dai grandi contenuti non c’è dubbio ma che debba essere una partita da commemorare non ci sembra giusto. Circa una settimana fa, infatti, la Società Sportiva Calcio Napoli ha deciso di mettere in vendita una maglietta celebrativa per ricordare la doppia sfida con il Liverpool. Sulla t-shirt compaiono giorno, mese ed anno dell’andata e del ritorno, con tanto di indicazione “Stadio San Paolo” e “Anfield Road”, quasi a sancire le due date come indelebili nella storia del club azzurro. Va bene il marketing, che ha permesso al Napoli di scalare la vetta anche nel settore delle vendite, va benissimo la sponsorizzazione (mai come quest’anno la linea griffata Napoli ha saputo soddisfare veramente tutti) ma questa maglietta celebrativa sembra un pò troppo. I sostenitori azzurri più passionali e più vicini al team partenopeo, infatti, ricorderanno sicuramente quando, nell’ormai lontana stagione 2004- 2005, i supporters del Gela e del Napoli celebrarono la sfida dell’allora serie C1 con una maglietta “Io c’ero”. Ma quel discorso era decisamente diverso. C’era la certezza che le due squadre non si sarebbero mai più incontrate, c’era l’orgoglio del popolo partenopeo nel simboleggiare la propria vicinanza alla squadra anche in una serie inferiore e in un campetto di periferia. Ma oggi no. La sfida con il Liverpool di Europa League, infatti, deve essere considerata prestiogiosa, certo, ma non come un evento. Se si vuole crescere ci si deve “abituare” a queste grandi sfide, per diventare grandi gli squadroni europei non devono essere temuti. E non bisogna dimenticare che il Napoli ha già giocato a Monaco di Baviera contro il Bayern, a Stoccarda (alzando la Coppa Uefa al cielo) e soprattutto al Bernabeu di Madrid in Coppa Campioni: che questo match con il Liverpool, dunque, non sia l’apice della crescita azzurra ma solo l’inizio di un periodo d’oro.
Francesco Biondi

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