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Contro Corrente: Non c&#39è due senza tre

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Tre partite, tre pareggi. Il Napoli versione Europa non vola, neppure quando al San Paolo ci sono sessantamila anime ad accompagnare gli azzurri. Partita sottotono, al di sotto anche delle aspettative dei tifosi, che già sognavano una vittoria a fronte di un Liverpool privo delle sue stelle più lucenti.
Napoli brutto e inconcludente, ingabbiato nei tatticismi di Hodgson, che ha praticamente rinunciato a giocare, schierando tutti e undici i giocatori dietro le linea della palla. Reds in campo per racimolare un punto, ma che hanno rischiato, nell’arco della seconda frazione di gioco, di “rubare” tre punti d’oro per il morale ed in ottica qualificazione.
Del Napoli ammirato nel secondo tempo di Bucarest, o nella partita casalinga contro la Roma neppure l’ombra: gli azzurri sembravano poco incisivi, incapaci di dettare i tempi perché non c’era quella lucidità, quella freschezza atletica necessaria per gestire il ritmo partita. Dal Massimino al San Paolo, la parabola discendente continua ed in ottica Milan, c’è davvero poco da sorridere.
Oggi come non mai sono venuti fuori i limiti della banda Mazzarri, di una squadra che non può prescindere dai suoi “titolari più titolari”, perché, orologio alla mano, le sostituzioni dalla panchina azzurra sono avvenute ad un quarto d’ora dalla fine. Non c’è un adeguato sostituto di Maggio, ancora lontano dalla forma migliore, tant’è vero che lo stesso Zuniga è stato, nel giro di tre giorni, oggetto di critiche feroci da appassionati ed addetti ai lavori. A Gargano, spremuto come un limone tra campionato e nazionale, la sostituzione è giunta a dieci minuti dalla fine; stesso discorso per Hamsik, fantasma contro gli inglesi, sostituito a quattro dalla fine da Sosa. Giornata no anche sul fronte offensivo, con Lavezzi troppo lontano da Cavani e con l’uruguagio, incappato nelle più classiche delle giornate no. Promosso De Sanctis, al pari del trio difensivo Aronica-Cannavaro-Campagnaro, tra le poche note positive, insieme alla consapevolezza di poter ancora strappare il biglietto per i sedicesimi, considerato il pari per 1-1 tra Utrecht e Steaua. Il Napoli è sempre lì, a pari punti con gli olandesi, a due dai reds e con una lunghezza di vantaggio dalla Steaua: serve però un sterzata per dare senso ad un girone fino ad ora anonimo per Cannavaro e company. E chissà che la riscossa non possa cominciare proprio dall’Anfield…
Riposti i sogni nel cassetto, sembra chiaro il concetto che per questo Napoli c’è ancora tanto da lavorare. Impegno da parte del gruppo, ma anche da parte della dirigenza, che da qui a Gennaio dovrà investire per continuare a perseguire gli obiettivi di stagione. Non si possono deludere sessantamila spettatori, non si può offrire questo “spettacolo” a chi al Napoli ha dato e continua a dare tutto.
Francesco Auricchio

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