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Raffaele Auriemma: Turnover necessario. Fiducia ai nuovi arrivati

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Con questi arbitri difficilmente il Napoli riuscirà a resistere nei piani alti della classifica. Se uno come Rizzoli, reputato da più parti il miglior fischietto d’Italia, incorre in una serataccia come quella di ieri, tutta ai danni della squadra partenopea, allora ha davvero un senso il dito puntato verso la categoria e l’autocritica da parte di alcuni alti esponenti della stessa. Bisogna ammetterlo: l’arbitro bolognese è stato vergognoso. Ha buttato fuori Pazienza per un fallo veniale, da lui già punito con un giallo nove minuti prima, decidendo in quel momento che la partita sarebbe stata irrimediabilmente condizionata. Il danno per il Napoli è stato anche maggiore, giacché in quel momento il Milan era già in vantaggio, grazie ad un altro episodio controverso. Quando Robinho ha messo nella porta di De Sanctis lo 0-1, il Napoli stava giocando in dieci uomini, perché Maggio era a bordo campo intontito per il terribile impatto con Antonini di dieci minuti prima. Un altro arbitro, più attento e più corretto, avrebbe fatto in modo in quel lasso di tempo di fermare il gioco nel più banale dei modi e permettere a Mazzarri di lanciare in campo Yebda, ormai in attesa da qualche minuto dell’ok. Macchè. E che dire, poi, della mancata espulsione di Papastathopoulos sul fallo, regolarmente fischiato da Rizzoli, su Lavezzi? Quello sì che era un fallo da “giallo”, giacché commesso ai danni di un calciatore (il Pocho) lanciato verso l’area di rigore. Poi non ci si deve meravigliare se si scatena quel parapiglia tra panchine, sedata a fatica e solo grazie al buon senso dei protagonisti in campo e fuori. Fin qui gli errori dell’arbitro, ai quali vanno aggiunte le carenze mostrate dal Napoli, per la prima volta nell’effettiva dimensione. Ci si chiede perché, per sostituire lo squalificato Cannavaro non si utilizza la sua naturale alternativa (Cribari) e si è costretti a cambiare la posizione di due difensori (Campagnaro e Aronica) su tre. Perché dall’elenco della panchina manca stranamente Zuniga e, di conseguenza, non si provvede a richiamare in tutta fretta almeno Vitale: con l’infortunio di Maggio, sulla corsia destra Mazzarri ha dovuto adattare il mediano Yebda. Perché lo stesso algerino e l’argentino Sosa vengono lanciati nella mischia solo quando davvero non si può fare altrimenti? A parte Cavani, che pure sta facendo registrare qualche colpo a vuoto, bisogna prendere atto che il tecnico Mazzarri non mostra di nutrire piena fiducia nelle scelte del mercato estivo. Né è pensabile che quando si è arrivati ormai alla fine di ottobre, questi calciatori siano utilizzati con il contagocce solo per la solita storia della loro condizione e dell’inserimento nel gruppo, non ancora completato. Non si può disputare un intero campionato con soli tredici calciatori di cui Mazzarri si fida pienamente, men che mai se la squadra è impegnata anche sul fronte europeo. Fin quando si vince, va tutto bene, ma quando i risultati cominciano a non venire, a quel punto c’è il rischio che salgano a galla errori, carenze ed omissioni. Speriamo di no.

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