15 49.0138 8.38624 1 1 4000 1 https://www.tifonapoli.it 300 0
theme-sticky-logo-alt
theme-logo-alt

"Contro Corrente": Un Pocho di fortuna

0 Commenti

Eccola lì, la zampata vincente. Quella che da un po’ di tempo mancava agli azzurri; il guizzo giusto per scacciare polemiche e veleni e per guardare col giusto ottimismo al match di giovedì, quando si spalancheranno le porte dell’Anfield Road: la gara dell’anno contro il temibile Liverpool.
A prescindere da tutto, gioco, turn-over o condizioni climatiche, era importante tornare da Brescia con i tre punti in tasca e la banda Mazzarri ha raggiunto a pieno l’obiettivo col minimo sforzo, in una settimana dove critiche e contestazioni non erano mancate, non tanto sul gioco espresso, quanto sul mercato intrapreso, sulle scelte, sulle cessioni eccellenti: pareri negativi tutti tesi a lasciar intendere che questo Napoli più di tanto non poteva fare.
Ed invece, l’impresa del Rigamonti ha nuovamente rilanciato le ambizioni azzurre, di un gruppo che sta maturando, che sa soffrire, amministrare, tenere il campo e, al momento opportuno, piazzare la giocata vincente. Il succo della prestazione azzurra è tutta nel gol partita di Lavezzi (mai come questo periodo, puntuale nell’indirizzare la sfera nel sacco), caparbio nell’andare a cercare al centro dell’area il pallone invitante di un Hamsik, fino a quel momento al di sotto dei suoi standard di rendimento.
È anche così che si vincono le partite, ed è soprattutto in questi frangenti, che viene fuori la forza del gruppo. D’altronde, a voler cercare tutti i difetti di questo Napoli, di sicuro nulla avremmo da ridire sulla compattezza e sull’unità dell’organico plasmato a sua immagine e somiglianza da Walter Mazzarri. Non c’è panchina o tribuna che tenga perché, quando si scende in campo, da Lavezzi a Vitale, passando anche per Blasi o Sosa, tutti hanno sempre dimostrato grande sacrificio ed attaccamento alla maglia.
Difesa compatta, centrocampo solido, forse quel che più è mancato ieri è stato il gioco sugli esterni. Dossena si è espresso bene nella prima frazione; quel che meno convince è proprio la corsia opposta. Maggio, si sa, quest’anno non è al meglio, ma anche quando Mazzarri getta Zuniga nella mischia, il risultato non è dei migliori. Il colombiano ci mette corsa, cuore, ma nessuna di queste doti gli ha permesso ieri di trovare il guizzo vincente, di saltare il diretto avversario, di guadagnare il fondo per servire al centro palloni invitanti. 17,5 milioni di euro investiti (9 per Maggio, 8,5 per Zuniga, ndr) senza mai poter apprezzare un cross decente dal fondo, o magari un dribbling secco.
Misteri del mercato, un po’ come quelli che attanagliano il principito Sosa. La classe c’è, si intravedono le potenzialità tecniche, ma più che i meccanismi tattici, sembra che l’argentino pecchi nella condizione atletica, perché ancora manca il cambio di passo, la velocità per concludere felicemente qualche sortita in contropiede.
Bene, anzi, benissimo l’algerino Yebda. Il ragazzo c’è e fa sentire la sua presenza in campo. Personalità, corsa, insieme a Gargano si è ben cimentato nel compito di limitare il centrocampo avversario, andando, con generosità, a raddoppiare anche sulle fasce, a sostegno soprattutto del colombiano Zuniga. Piccola parentesi anche per Emanuele Blasi. Non lo vedevamo in campo da fine Agosto, ebbene, seppur impiegato per pochi minuti, non ha smesso mai di correre e pressare fin dentro l’area avversaria: a dispetto di chi non ha fatto altro che criticarlo anche in passato, il gladiatore si è lasciato alle spalle le polemiche, dando il suo contributo nella vittoria di Brescia.
Quando si suol dire, gettare il cuore oltre l’ostacolo. Proprio quello che ci serve giovedì, nell’inferno dell’Anfield Road…
Francesco Auricchio

Indietro
Avanti