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Le pagelle di Raffaele Auriemma

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De Sanctis 7: Una sola indecisione, quando il vento forte lo ha costretto a deviare in angolo un pallone che andava bloccato. Per il resto, impeccabile come sempre, attento sulle conclusioni dalla distanza e addirittura decisivo in uscita su Caracciolo: se il cross basso fosse passato, il Brescia avrebbe fatto gol. Il palo lo salva su una conclusione sporca dello stesso Caracciolo.
Grava 6.5: Aveva il compito di tenere testa al rapido Eder, cosa inizialmente complicata per la rapidità del brasiliano. Con il trascorrere dei minuti, però, ha imbrigliato l’avversario concedendogli sempre meno spazio, sia sulla corsa che nel breve. Regge tutto il match, per la soddisfazione di Mazzarri.
Cannavaro 6.5: Il capitano rientra dopo la squalifica e, guarda caso, il Napoli resta nuovamente imbattuto. Il tecnico gli affida il compito di tenere in prima battuta Caracciolo, centravanti dinamico e di sponda rigenerato dalla cura Brescia. Poi ha vigilato da vecchio “libero” spazzando via tutte le palle insidiose che viaggiavano nell’area di rigore azzurra.
Campagnaro 6.5: Il solito combattente, con l’inclinazione al mutuo soccorso verso i compagni di squadra. Oltre ad aiutare Cannavaro nella marcatura su Caracciolo, ha bloccato pure Eder e Koné nelle loro rare sortite sul lato sinistro. Per eccesso di generosità rischia pure l’autogol: un suo stacco di testa in mischia finisce sulla parte alta della traversa.
Zuniga 6: In una domenica del genere costa un po’ attribuire insufficienze. Il colombiano la meriterebbe, soprattutto per un primo tempo troppo indolente. Nella ripresa reagisce, torna in gara vince il duello con Hetemaj e va ad insidiare anche Dallamano. Si esalta nel fango, con la spinta forte e tante palle messe in mezzo.
Gargano 6: Attento e concreto nella sua posizione da vice-Pazienza, tante palle conquistate e poche quelle consegnate agli avversari. Se mantenesse questa diligenza e capisse che il suo ruolo è questo, crescerebbe non poco. Va a coprire su Konè, quando si allinea agli attaccanti, poi rischia di essere espulso, quando perde la testa e manda a quel paese l’arbitro che lo aveva ammonito.
Yebda 7: Vogliamo chiamarlo ancora riserva? Dopo la convincente prestazione di ieri, sicuramente no. Peccato che gli manca un po’ di velocità, altrimenti sarebbe un centrocampista addirittura preziosissimo. Ha tenuto botta su Hetemay, più rapido di lui e ha dimostrato di avere un grande senso della geometria.
Dossena 6: Si è preoccupato soprattutto di non sguarnire la difesa e poi, dalle sue parti spaziava spesso Hamsik che lo costringeva a sovrapporsi, ad accentrarsi, oppure a restarsene in zona. Quando
Sosa 5,5: Purtroppo non è ancora entrato nella logica del calcio italiano. E si vede tutte le volte in cui prova la giocata, sempre troppo lenta e ragionata. Non sa ancora districarsi dalle marcature rigide e che gli offuscano la classe che gli è propria: il tiro di poco alto, poco prima che uscisse, ne è stato un fulgido esempio.
Hamsik 6,5: Ogni tanto prova a sfondare centralmente, come sa fare lui, però rinuncia appena viene chiuso, oppure quando esagera nell’ultimo dribbling. Non rinuncia alla battaglia e cambia spesso di lato per non dare punti di riferimento agli avversari. La nota migliore: l’assist per lo 0-1 di Lavezzi.
Lavezzi 7.5: Nel giorno di Diego non poteva che essere lui a segnare il gol-vittoria, da festeggiare con un tuffo di maradoniana memoria, dopo aver lasciato sul posto Vass e Dallamano. Sta diventando uomo-squadra e comincia a segnare anche con una continuità da bomber. Napoli canta: grazie Pocho.
Mazzarri 6,5: Quando utilizza la squadra migliore, difficilmente la stessa lo tradisce. L’utilizzo di Yebda da titolare c’è stato solo per la squalifica di Pazienza, ma dopo la prova di ieri può utilizzarlo anche più spesso. Bravo nella gestione delle energie di Cavani, apparso in affanno durante la sfida con il Milan.
L’arbitro Valeri 6: Ha sbagliato poco ed è già un grande risultato per uno che in campo ci sta con il fischietto in bocca. Si dimostra anche autoritario il giusto e interviene con precisione su ogni episodio, anche perché ben coadiuvato dagli assistenti. Dimostra comprensione con Gargano.
Cavani 6: Gioca poco più di mezzora, l’ultima del match, e trova il modo di essere comunque pericoloso. L’occasione più ghiotta, in scivolata, su assist di Zuniga: il suo tiro termina di poco fuori. Ha il merito di calarsi immediatamente nel match, nonostante il campo fosse al limite della praticabilità.
Blasi SV: Mazzarri lo spedisce in campo quando il match sta ormai concludersi, per dare respiro a Lavezzi e per permettere al Napoli di proteggersi di più a centrocampo, vista la furia con la quale il Brescia stava per portare gli ultimi, disperati assalti in cerca del pareggio. E Blasi assolve alla consegna per quanto può.

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