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Auriemma: Quindi i panchinari non sono scarsi come qualcuno dice…

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Allora non erano così scarsi quelli che finora le partite le avevano seguite dalla panchina oppure dalla tribuna. Per i vari Yebda e Sosa era solo una questione di tempi, vista la necessità del loro inserimento in un contesto tecnico ed ambientale completamente diverso da quello al quale erano abituati in precedenza. Non è semplice per nessuno arrivare in Italia e capirne i mecanismi, ancor meno se si arriva in chiusura di mercato, il 31 agosto.
Adesso tutti ad ammirarne i progressi ed applaudire il Napoli messo in campo con sei panchinari storici. Otre a Yebda e Sosa, non sono passate inosservate le prestazioni dei due esterni di centrocampo. Zuniga a destra e Vitale a sinistra hanno mostrato una tenuta, ci venga perdonato l’ardire, di gran lunga superiore a quella dei due “titolarissimi” Maggio e Dossena. Lo stesso Cribari ha dato una bella risposta a chi associava il suo nomea quello dei disastri in cui è incorso di recente il Napoli, mentre Grava diventa quasi offensivo ridurlo alla stregua di un panchinaro. Insomma, gli azzurri che non si vedono spesso hanno nobilitato in una sola domenica la loro esistenza, grama finora. “Contate pure su di noi” è da ieri il motto del sestetto che non t’aspetti e sul quale si potrà fare affidamento anche in futuro. Magari non tutti insieme, così come è successo ieri,perché non sempre ci si imbatterà in un Parma ben organizzato, ancorché impotente in prima linea. Benvenuto “Napoli bis” che ancora tornerà utile e che ha modificato la sua pessima reputazione in soli novanta minuti: successo convincente, netto e senza nemmeno prendere gol. Contiamo pure su di loro e allo stesso Mazzarri, ora, non verrà la tremarella quando gli verrà in mente di avvicendare quelli che giocano sempre e che mai potrebbero reggere il ritmo di tre partite a settimana. Almeno adesso nessuno più dirà che il Napoli lamenta l’assenza di alternative in panchina. Magari non ci sarà l’assortimento di un anno fa, però questi mostrano di essere più adeguati al tipo di gioco di Mazzarri. Se poi non ci fosse stato l’infortunio di Lucarelli, allora tutti i settori erano adeguatamente supportati. A detta del vero, qualche critica sfuggita dalla bocca di alcuni tifosi del Napoli, era stata involontariamente stimolata dal comportamento dell’allenatore nei confronti dei panchinari. Raramente utilizzati da titolari, se non per stretta necessità, a gara in corso venivano lanciati nella mischia quasi mai prima del 35’ del secondo tempo. È evidente che, di fronte ad una simile modalità, quelli più impazienti avevano collegato le scelte di Mazzarri ad un suo scarso gradimento nei loro confronti. Invece così non era, ma l’impiego rarefatto era dovuto alla necessità di averli al meglio, al momento giusto. E “il momento giusto” è arrivato ieri, quando lo stesso tecnico aveva coscientemente rischiato lanciandone sei tutti insieme.
Aveva visto giusto e mercoledì a Cagliari, altro giro e altro Napoli…
Raffaele Auriemma per Il Roma

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