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Mago Lavezzi porta il Napoli in paradiso

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Con quei due una partita non finisce mai. Trentasette secondi dopo il terzo e ultimo minuto di recupero, è scattato il contropiede del Napoli attivato da Cavani, che era stato per 56′ risparmiato da Mazzarri. L’uruguaiano sulla sinistra, Lavezzi a destra: i due difensori del Cagliari non immaginavano che il Pocho avesse ancora energie e invece lui dal limite, con un preciso destro, ha perforato Agazzi quando sembrava che tutto fosse finito dopo l’ultimo attacco dei sardi, respinto dal bunker eretto davanti a De Sanctis.
È stata un’esplosione di gioia per Mazzarri e gli azzurri, che hanno conquistato la terza vittoria consecutiva e hanno rafforzato la posizione al vertice della classifica, con un significativo passo in avanti al terzo posto. Da quindici anni la squadra non vinceva al Sant’Elia e vi è riuscita con un numero straordinario nel finale, com’era accaduto anche undici mesi fa, quando Bogliacino firmò il 3-3. Ma questa è stata un’altra notte, con quella fiammata sudamericana: il servizio di Cavani, il gol di Lavezzi, si sono invertiti i ruoli rispetto al raddoppio sul Parma. Mazzarri ha applicato un nuovo turn over, proponendo sette giocatori che domenica scorsa erano in panchina o tribuna. A caccia dei tre punti, i dirigenti sardi hanno sparso un po’ di sale sulla panchina di Bisoli ma non è bastato.
Il Napoli ha attaccato subito anche se inizialmente è pesata l’assenza del capocannoniere. Hamsik e Sosa, più tonici rispetto alla precedente partita, sono partiti da lontano per cercare spazi. Lavezzi, prima punta in assenza di Cavani, ha giocato a tutto campo disorientando la linea difensiva del Cagliari. Firmata dal Pocho l’unica vera azione del primo tempo: al 31′ Gargano ha recuperato palla a centrocampo, spingendo un po’ Cossu, veloce lo scambio con Hamsik, il colpo di testa dell’argentino sul cross di Marek ha sfiorato il palo più lontano. Al tiro si era presentato per primo Gargano (11′), il mediano di cui Mazzarri sta curando la vocazione offensiva: forte botta dal limite dell’area respinta da Agazzi con il braccio. L’uruguaiano, diventato il motore della squadra, si è anche dedicato alla copertura su Cossu, il trequartista piazzato alle spalle di Matri e Nenè (la sua punizione da venticinque metri, al 27′, è stata respinta da De Sanctis). Ad inizio ripresa il Napoli si è presentato con Cavani, che ha affiancato Lavezzi, autore dopo 5′ di un numero da applausi: ha ubriacato con un dribbling Astori, sul suo servizio si è presentato Zuniga, respinto il tiro del colombiano, che ha affondato di più rispetto a Dossena.
Surreale il silenzio del Sant’Elia, dove non si sono ascoltati cori di incoraggiamento per il Cagliari ma soltanto fischi quando attaccavano gli azzurri, che peraltro cercavano di non scoprirsi troppo e per avere maggiore freschezza in difesa Mazzarri inseriva Campagnaro al posto del brillante Santacroce, al debutto in campionato. E l’argentino, dopo un infortunio, chiudeva la partita da centravanti per limitare i movimenti, lasciando il posto in difesa a Maggio. La difesa (terza partita consecutiva senza incassare reti) ha retto bene all’urto del Cagliari, che aveva inserito Acquafresca. Trentasette secondi dopo il terzo minuto di recupero quel contropiede magistrale avviato da Cavani e finalizzato da Lavezzi. Pocho-gol, ancora lui. Se c’è un argentino, Napoli fa sempre festa.
Il Mattino

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