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"Contro Corrente": Una giornata storta

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Niente da fare, quella di oggi è stata proprio una giornata in cui tutto ci girava contro. Una brutta partita, dove solo a sprazzi si è visto il solito Napoli. Una prestazione scialba, forse un po’ figlia della stanchezza, un po’ dettata dalle assenze. La Lazio, dal canto suo, dopo due stop consecutivi non poteva certo permettersi il terzo ko, e con l’apporto dei suoi tifosi, ha portato a casa un successo prezioso, seppur col minimo sforzo.
Zarate, oggetto di discussione di questi ultimi giorni per i suoi comportamenti sempre al limite, è tornato ad essere decisivo, restituendo il sorriso al suo tecnico, Edy Reja, che porta a casa il primo round contro il suo amato Napoli.
Partita sottotono dicevamo, soprattutto per quanto concerne il pacchetto arretrato. Non si può subire, dopo un quarto d’ora, il gol di Zarate a difesa schierata. Ancora peggio, in occasione del gol che è valso il raddoppio, con la retroguardia partenopea praticamente immobile fino alla zampata vincente di Floccari.
Dopo i passi in avanti mostrati nelle ultime tre gare, torna quindi la difesa sul banco degli imputati; un reparto che troppe volte, in questa stagione, ha costretto gli azzurri a dover alzare bandiera bianca.
Limitarsi però alla gestione difensiva del match sarebbe alquanto riduttivo, anche perché, volendo considerare la partita dal punto di vista dei singoli, emergono diversi dubbi e preoccupazioni per alcune pedine dello scacchiere azzurro.
In difesa mancava Aronica, e Grava, pur con generosità, non è riuscito a contenere le sfuriate e i tagli degli attaccanti laziali. Vitale si è fatto valere sia in fase di spinta che di contenimento, anche perché quando hai a che fare con uno come Lichtsteiner è sempre difficile averla vinta. Quel che proprio non convince invece, è l’altra corsia, quella di destra, dove Maggio davvero fatica a trovare la giusta condizione. Lo avevamo sottolineato già qualche settimana fa, e davvero non si riescono a trovare risposte al pessimo stato di forma dell’ex ala blucerchiata. Dove sono finiti i suoi guizzi, i suoi inserimenti? Dov’è quella freschezza atletica che gli consentiva di coprire gli spazi e ripartire in contropiede? Mazzarri le ha provate tutte, ma pur dando maggiore spazio a Zuniga, è proprio sulla banda destra che il Napoli non riesce più a pungere come nella scorsa stagione. Sulla stessa lunghezza d’onda, duole sottolineare il momento no anche di Marek Hamsik. A preoccupare non è solo il suo score in fatto di gol, perché, lo slovacco, è sempre lontano dall’azione, soprattutto rispetto a Lavezzi e Cavani, suoi colleghi di reparto.
Convince sempre di più Yebda, che non ha fatto rimpiangere Gargano, ed anche dallo stesso Sosa qualche giocata, oltre al piglio più battagliero, la si è potuta apprezzare. Solita standing ovation per il pocho, Ezequiel Lavezzi, anima e cuore di questo Napoli. Sempre l’ultimo ad arrendersi, il funambolico scugnizzo argentino continua nel suo percorso di crescita che tanto fa sognare i tifosi partenopei. Le speranze di un pronto riscatto, domenica sera, al San Paolo contro il Bologna, sono tutte riposte in lui. Un guizzo, una fiammata, per riaccendere il motore azzurro: il futuro è ancora nostro.
Francesco Auricchio

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