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Finale: Lazio-Napoli 2-0

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Non segnava all’Olimpico da 14 mesi: 27 settembre 2009, Lazio-Palermo 1-1. Mauro Zarate era l’unica pedina che mancava a questa Lazio per essere grande. In un colpo solo, Reja ritrova il successo, la vetta (in attesa del derby milanese di stasera) e il suo attaccante, finalmente decisivo con un gol e un assist. Il raddoppio è di Floccari. Recrimina il Napoli, costretto a un nuovo stop dopo tre successi consecutivi. La traversa di Lavezzi a metà primo tempo e la scarsa vena del duo Hamsik-Cavani i motivi principali di una sconfitta per 2-0 che bruscamente riporta i partenopei sulla terra.
Il valore del successo biancoceleste lo dà anche un altro dato: fin qui, il Napoli di Mazzarri aveva raccolto 14 dei suoi 21 punti in trasferta. Un record. Anche per questo Reja ha schierato dall’inizio l’undici migliore, compreso l’argentino ribelle lasciato in panchina nel derby e sostituito anzitempo contro il Cesena. Guarda caso, le ultime due sconfitte della Lazio. In avanti anche Floccari, mobile e potente, con Mauri, capitano tuttofare: suoi tanti ripiegamenti, suo il lancio millimetrico per il vantaggio biancoceleste: Zarate scatta sul filo del fuorigioco largo a sinistra, prende il tempo a Cannavaro e dopo un controllo spalla-braccio (“mi ha spinto” dirà il biancoceleste) batte De Sanctis in diagonale.
La reazione del Napoli è concreta ma scomposta, solo alla mezz’ora i partenopei sfiorano realmente il pari: prima Lavezzi scarica un gioiello sulla traversa, poi Vitale sfonda a sinistra e solo Muslera evita il gol, togliendo il cross dai piedi di Cavani. La Lazio perde Brocchi per mal di schiena (al suo posto Matuzalem, ordinato) ma non il pallino del gioco: Zarate cresce alla distanza, Ledesma è un muro di classe in attesa di festeggiare la prima chiamata di Prandelli, forse già stasera. E poi Lichtsteiner, perfetto in difesa e impressionante davanti, quando col tacco salta Grava e per poco non beffa De Sanctis.
La ripresa, se possibile, è ancor più della Lazio. Il Napoli mostra tutta la stanchezza dell’8° match giocato in 29 giorni e nonostante Mazzarri provi a inserire Zuniga per uno spento Maggio (poi anche Sosa e Dumitru) il gioco dei partenopei resta macchinoso, prevedibile. Al contrario i padroni di casa, soprattutto con Zarate, giocano in velocità con continui incroci degli attaccanti che mandano in confusione la retroguardia avversaria. Il raddoppio biancoceleste è un gioiello di tecnica e velocità, con la palla che in un attimo viaggia da Hernanes a Zarate e poi finisce a Floccari che dal dischetto non perdona. Il Napoli, si sa, quest’anno ha segnato 11 delle sue 18 reti negli ultimi 15′ ma oggi questa regola non vale, anche perché Cavani su regalo di Muslera, nel finale manda alto. E’ la prima volta dall’inizio della stagione che i partenopei non segnano almeno un gol. L’aquila può tornare a volare.
Gasport

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