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Il punto di Roberto Fiore

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Dall’inizio del campionato ho sempre segnalato ai tifosi del Napoli di non esaltarsi troppo dopo una vittoria e di non deprimersi tanto dopo una sconfitta. Quella di ieri risulta più che meritata e giocata male, a seguito di una vittoria in trasferta giocata al massimo delle energie da parte dei giocatori. Il mio giudizio non cambia nemmeno oggi, dopo diverse partite di campionato perché ritengo che l’attuale quadratura sia ancora incompleta per ottenere costantemente risultati positivi. Il difetto maggiore di questa squadra è da addebitarsi all’incostanza di rendimento di molti titolari. Perfino Hamsik, stimato da molti come un grande, mostra di non essere ancora continuo. Il giorno in cui si potrà fare affidamento su un rendimento costante del trio Hamsik, Cavani, Lavezzi, sostenuti da qualche elemento di guida (da prendere magari a gennaio) che oggi non abbiamo, il Napoli potrà convincere e i tifosi saranno soddisfatti. Per ora bisogna accontentarsi dell’attuale rendimento incostante.
 
L’amarcord – Il lunedì dopo Cagliari…
Il lunedì dopo la partita di Cagliari (clicca e vedi articolo precedente), alle 6:05 squillò il telefono che avevo al comodino. Alzai il ricevitore e una voce cavernosa mi destò immediatamente. Come prevedevo, era lui, il comandante Lauro, che per abitudine si alzava sempre prima delle 6 del mattino e, senza scrupoli, non esitava a contattare chicchessia: “Fiore ho deciso, voglio comunicarti la mia decisione subito e non a telefono, vieni da me che desidero acquisire la mia tranquillità”. Accettai l’invito cercando, però, di dormire ancora per qualche ora e, così, solo dopo le 9 varcai il cancello della sua villa di via Crispi. Mi aspettava impaziente e disse: “Caro angelo mio ( così amava chiamarmi ndr), domenica ho passato un’ora e mezza di fibrillazione al cuore, ne ho risentito fino a quando la partita di Cagliari non è finita in parità. Tu ben conosci il mio amore per il Napoli, io scalpito se vince e sbandiero sempre il mio fazzoletto ma soffro tanto se perde. Ieri ho provato a considerarmi già presidente ed ho sofferto di più, ma alla mia età il cuore non regge certe emozioni. Continua pure a fare il presidente – aggiunse – ed io ti proteggerò dai tuoi nemici che sono anche miei collaboratori. Licenzierò in tronco chiunque ti darà fastidio. Credo nella sincerità della tua proposta, se poi essa nasce dalla tua convinzione scaramantica e negativa per i presidenti del Napoli, secondo la quale, i presidenti che si alternano muoiono, o falliscono, allora io a titolo “precauzionale” ti chiedo di restare. Io voglio vivere cento anni e mai mi sfiorerà il pensiero che la mia flotta possa fallire. Per fallire, centinaia di navi dovrebbero affondare, perciò, continua il tuo lavoro e corri tu il rischio”. Achille Lauro morì a 95 anni e la flotta, purtroppo, fu costretta al fallimento. Prossimamente il seguito della storia…
Fonte: Roberto Fiore  per Tuttonapoli.net
 

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