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Chi sapeva che Tanzi era proprietario del Verona dica la verità. Quella retrocessione fa ancora male.

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In questi giorni la trasmissione della Rai “Report” ha riportato alla luce il triste epilogo che fece il Napoli nel campionato 2000/2001 e dei condizionamenti che generarono quella retrocessione che poi fu anche la causa del fallimento.
Tralascio considerazioni su quella squadra, che non era forte ma che poteva salvarsi e tralascio anche le responsabilità dei due proprietari del Napoli dell’epoca Corbelli e Ferlaino che poi furono giustamente condannati per bancarotta in seguito al fallimento del Napoli. Tralascio di commentare tutto ciò, per concentrare l’attenzione sul problema reale che mi sembra che in questo paese sia endemico: il conflitto di interessi.
Nel 2000 Callisto Tanzi era il presidente del Parma ma da quanto apprendiamo dalle inchieste giudiziarie era anche il reale proprietario del Verona, due club che quell’anno facevano entrambi la serie A. La proprietà di 2 club della stessa categoria era, e continua ad essere, una condizione vietata dal regolamento Figc, proprio per evitare le combine tra squadre.
Questa condizione fu tollerata dai vertici federali e probabilmente proprio tale condizione spedì il Napoli in B (penultima di campionato Verona-Parma 2-1) ma avrebbe potuto anche far perdere lo scudetto a qualche altra squadra. Tutti sapevano e nessuno diceva niente. Il Napoli finì a 36 punti contro i 37 del Verona, che casualità!
“Una casualità” che dopo le informazioni di questi giorni fa ancora più male.
Fa ancora più male sentire persone come Enrico Fedele, che nel 2001 era DS del Parma, dire, intervistato da Telecapri sport e ripreso da tuttonapoli.net, che è vero quello che dice Corbelli, ovvero che Parma e Verona avessero lo stesso proprietario, ma che il Napoli è retrocesso perchè aveva giocatori scarsi. Forse delle volte è meglio riflettere prima di dare aria alla bocca.
E’ vero quel Napoli era scarso, ma  lo era anche il Verona che finì con un solo punto davanti al Napoli. Al contempo c’è anche da dire che il  Parma quell’anno era molto forte, infatti andò in Champions.
Dando per scontato tutto ciò e ipotizzando che ci può stare che a fine campionato una squadra come il Parma che non aveva nulla da perdere, venga sconfitta dall’ultima in classifica il Verona. Vorrei capire cosa c’entra che il “Napoli era scarso”  con il fatto che Verona e Parma avevano lo stesso proprietario? Tanzi aveva violato una regola importante fatta proprio per evitare le combine.
In questo caso non dovremmo neanche pensare ad un accordo segreto anche perchè non capisco con chi si dovesse mettere d’accordo Tanzi, con se stesso?
Chiudo invitando Fedele e tutti gli altri che sapevano, che Tanzi possedeva anche il Verona a dire la verità.
Oggi fortunatamente abbiamo Cavani, Hamsik e Lavezzi e una quadra terza in classifica.  Ma il dubbio di una retrocessione  ingiusta rimane e più di tutto rimane la tristezza di quei giorni, di quelli del fallimento ed è ancora di più la rabbia di immaginare che tutto questo possa essere accaduto per scelte fatte fuori dal campo di gioco.
Pietro Vallone

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