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"Contro Corrente": Maggio arrecriat'!

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E stavolta permettetemelo il francesismo. Perché Christian se lo è davvero meritato. Da sempre, fin dall’inizio del campionato, sono stato il primo a puntare il dito contro le prestazioni del laterale azzurro: un gesto di provocazione, dettato dalla rabbia di non poter contare sul solito Maggio, su quell’attaccante aggiunto che con i suoi inserimenti ci faceva saltare dalle poltrone, regalandoci gol e punti pesanti, su tutti i campi d’Italia.
Beh, quel discolo è finalmente tornato, e per mandare un messaggio chiaro e forte, ha preferito partire a tambur battente, col piede pigiato sull’acceleratore. Tre minuti, o poco più, per sciogliere la tensione, per liberarsi del peso delle critiche che, soprattutto nell’ultima settimana, avevano minato la sua tranquillità.
Lo stesso destino di Hamsik, perché come Maggio, anche Marekiaro è stato oggetto di contestazioni. Un po’ le dichiarazioni in chiave mercato, un po’ la mancanza dei suoi gol avevano fatto pensare ad un Hamsik spento, poco incisivo, con la testa magari già altrove. Ed invece, come per Maggio, anche il fuoriclasse slovacco ha pescato il coniglio dal cilindro al momento opportuno, quando c’era da illuminare gli occhi ed il cuore della torcida partenopea.
Destini in comune insomma. Prima Maggio, poi Hamsik. Un altro nome? Io dico Sosa. Si proprio lui, l’oggetto misterioso del mercato targato Bigon, che nel bel mezzo della ripresa, piazza un assist al bacio per l’immenso Edi. Ecco, ripartiamo da lì, perché di magie, il talento argentino, ne ha ancora da che mostrare.
Magie, incantesimi, giochi di prestigio. Quelli del matador Cavani, che quasi non stupisce più per la straordinaria continuità con cui marca il tabellino. Eto’o chiama, el matador risponde: la sfida continua.
Fuori dai comuni mortali non potremmo non citare il pocho Lavezzi. La saetta azzurra è agli occhi di tutti l’arma in più di questo Napoli, la variabile impazzita che può, da sola, cambiare ogni partita da un momento all’altro. Ieri non è andato a segno, ma, non so voi, il solo vedere il modo col quale si prendeva gioco della difesa emiliana, mi ha procurato una strana tachicardia che, se continua così, mi tocca passare dal cardiologo per evitare un’aritmia cronica.
Ma il posticipo del San Paolo non è stato tutto rose e fiori, e lo stesso Mazzarri, con le dichiarazioni rilasciate nel post-gara, ha riconosciuto che la prestazione offerta dagli azzurri non è stata delle migliori. Qualcosa da migliorare c’è, e, come suo solito, riguarda il reparto arretrato. Bene Campagnaro, così come lo stesso Cribari nel momento in cui è subentrato all’infortunato Cannavaro. Chi non convince è invece Santacroce. Il leoncino di Bahia offre il meglio di sé quando c’è da anticipare il diretto avversario, ma davvero ci si mette le mani nei capelli quando si lascia andare ad inutili falli, entrate in scivolata, che avrebbero potuto costare caro, considerate le doti in elevazione della compagine rossoblù. Il gol stesso subito dagli azzurri poteva in qualche modo essere evitato con una maggiore attenzione da parte di tutto il reparto in fase passiva: non a caso, lo stesso De Sanctis, non ha affatto gradito l’atteggiamento della retroguardia partenopea quando, sul 3-0, la vittoria era ormai in cassaforte.
È proprio lì che bisogna lavorare, limare questi particolari in attesa anche della riapertura del mercato, quando Mazzarri, riceverà quel difensore di piede sinistro, promesso da De Laurentiis, che tanto manca al tecnico toscano per completare la rosa a sua disposizione.
Per ora ci godiamo questo magic moment, domenica si va ad Udine fieri del terzo posto in campionato.
Francesco Auricchio

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