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I fatti danno ragione a Mazzarri

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Potrebbe sembrare una storia già scritta.
Potrebbe risultare ridondante ed anche un po’ noiosa.
Potrebbe presentarsi come un epilogo tedioso quello messo in scena nella notte del San Paolo, nel ritorno alle notti del San Paolo.
Una corazzata al cospetto di un avversario presentatosi in terra partenopea sventolando bandiera bianca senza però destare, in alcun modo, nessun sentimento di compassione o commiserazione nell’avversario.
Non è così. Il Bologna presentatosi a Napoli è una squadra ben messa in campo, che gettandosi alle spalle tutti i problemi societari ed economici, prende parte alle gara non come vittima sacrificale, ma come antagonista pronta a lottare con il coltello tra i denti in qualsiasi frangente.
Buon per i nostri beniamini che al primo affondo riescano a concretizzare e che dopo soli 2 minuti si ritrovino già in vantaggio grazie al desaparecido Maggio che con un gesto polemico, la non esultanza, non si è certo attirato le simpatie dei tifosi e della critica che lo hanno apprezzato quando li ha compiaciuti con delle prestazioni maiuscole, ma criticato, sempre costruttivamente, negli ultimi tempi quando non e stato all’altezza del suo nome. Non che Domenica sera il laterale destro sia stato autore di una prestazione esaltante, nonostante il gol, anzi, si è svolta sulla falsariga delle ultime, con qualche sgroppata sterile e molta fase difensiva, anche non avendo chissà quanti avversari da contenere.
Simile discorso va fatto anche per Hamsik con le dovute differenze. La doppietta va ad impreziosire una prestazione finalmente sufficiente, tornato sui suoi livelli per quel che riguarda le incursioni offensive, ma da migliorare in fase di costruzione dove è apparso ancora un po’ appannato e lento, probabile concausa la gara infrasettimanale con la nazionale.
I centrali di centrocampo, Gargano e Pazienza, hanno svolto un lavoro esemplare giocando una quantità innumerevole di palloni con buona precisione e puntualità.
Il solito Lavezzi ci ha fatto vedere tutta la sua voglia di vincere, la sua potenza e agilità nello sprint nel saltare l’avversario, nel proporsi e nel tirare. Peccato non sia arrivata la rete personale, ma il Pocho è entrato nel cuore dei napoletani e speriamo ci possa rimanere il più a lungo possibile in un grande abbraccio tentacolare con le arterie in cui scorre sangue azzurro, il sangue dei colori partenopei.
El matador parso un po’ stanco a causa del volo transoceanico e dei 90 e più minuti giocati con la nazionale, ha dato comunque il massimo alla causa, e nonostante abbia fallito alcune buonissime occasioni è riuscito comunque a timbrare il cartellino nel finale riprendendosi il ruolo di capocannoniere della massima serie.
La difesa ha svolto il suo ruolo senza infamie e senza lodi rischiando poco, anzi pochissimo, con una sola sbavatura in cui Dossena si è perso Meggiorini che ha punito De Santis con un preciso colpo di testa.
Buona e non ottima la prestazione di Campagnaro che si è ben mosso sia in fase difensive che offensiva anche se, anch’egli, non è immune da colpe in occasione della rete avversaria.
Buona la prestazione di Santacroce, che sembra stia tornando ai suoi livelli, e di Cribari che non ha sbagliato niente, ed entrando subito in partita, nonostante abbia dovuto sostituire a freddo Cannavaro che ha accusato un live risentimento muscolare, ma che dovrebbe comunque essere a disposizione per Udine, non ha fatto rimpiangere il capitano.
Si potrebbe chiedere a Mazzarri perché non abbia concesso a Lavezzi un po’ di riposo in più, perché non abbia dato fiducia a Dumitru a risultato acquisito, perché non abbia dato a Vitale spazio per permettere un recupero ottimale di Dossena. Si potrebbe chiedere a Mazzarri tante cose, ma si deve riconoscere univocamente che non ha sbagliato niente e che i fatti continuano a dargli ragione sotto tutti gli aspetti: risultati, prestazioni, gioco, infortuni, tenuta atletica, mentalità, grinta ed a bassissima voce classifica.
Inoltre si è potuto ammirare l’esordio del baby Maiello che in mediana si è ben destreggiato lasciando intravedere buona tecnica, visione di gioco e soprattutto gran voglia di ben figurare.
Si sa che confermarsi è più difficile di affermarsi ed è per questo che ora i tifosi sono tutti speranzosi nelle conferme di quanto di buono fatto vedere fino ad ora, sia in campionato che in coppa, sia dalla squadra che dall’allenatore che dalla società.
Antonio Iannucci per il blog www.fantapazz.com

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