15 49.0138 8.38624 1 1 4000 1 https://www.tifonapoli.it 300 0
theme-sticky-logo-alt
theme-logo-alt

Quando spunta la luna a Marechiaro. . . Scetate Caruli&#39 che l&#39 area è doce!

8 Commenti

La famosa conzone napoletana parla d’ amore, di magia, di sogni ad occhi aperti sotto un cielo stellato. Lo stesso amore che Marek Hamsik ha giurato al popolo partenopeo, la stessa magia che sfoggia nell’estro delle sue giocate e gli stessi sogni in cui si abbandona tutto il tifo azzurro quando lo vede con la palla tra i piedi.
Oggi però è davvero calata la notte sul giocatore slovacco, capace di esprimersi bene al limite dei sedici metri con qualche coraggiosa conclusione da fuori e di riparare all’erroraccio sul corner di Di Natale con una staffilata imparabile su cui nemmeno un super Handanovic ha potuto far molto, purtroppo però non è riuscito a caricarsi sulle spalle le sorti di una squadra stanca e distratta.
Le lacune del Napoli sono emerse innanzitutto a centrocampo in cui Gagano e Pazienza sono apparsi un pò appannati e sovrastati tatticamente da Inler e Asamoah che hanno dato dimostrazione di grande maturità e qualità di gioco. Hanno permesso ai propri attaccanti di poter colpire il Napoli grazie ad una precisa impostazione tattica: velocità  nelle ripartenze e gioco palla a terra. Guidolin è stato bravo nel tendere una trappola insidiosa ai partenopei attaccandoli sulle situazioni a loro più congeniali.
Oltre ai due centrocampisti però è da rilevare un certo calo fisico in Dossena, che non è sembrato pronto al rientro dall’infortunio e un’opaca prestazine del Pocho Lavezzi che, assieme ad un Cavani svogliato sotto porta, hanno sofferto la pesantezza del terreno del Friuli. Ennesima nota stonata è da ritrovare infine nella lentezza di una difesa che quest’anno sta concedendo fin troppo spazio agli avversari.
Non bisogna fare drammi però, Mazzarri ha ragione quando dice che la partita ha cambiato faccia grazie agli episodi in campo. Il rigore su Snchez (a mio avviso sacrosanto) ha demoralizzato una squadra che aveva cominciato il match col solito piglio autoritario. L’euro goal di Di Natale, concesso con grande generosità dalla difesa che lo ha lasciato tirare indisturbato e l’errore sul calcio d’angolo hanno fatto il resto.
E’ ovvio che se Marek avesse segnato il rigore probabilmente saremmo qui a parlare d’altro, ma va riconosciuto che Marechiaro sia stato l’unico tra tutti gli azzurri a crederci fino alla fine ed ha cercato di caricarsi la squadra sulle spalle da vero leader. Peccato che non sia andata bene.
Sulle rive del golfo, il poeta concludeva la sua opera:” Scetate Carulì che l’area è doce”. Parafrasi conclusiva della buia giornata Azzurra.
Carlo Di Stasio

Indietro
Avanti