15 49.0138 8.38624 1 1 4000 1 https://www.tifonapoli.it 300 0
theme-sticky-logo-alt
theme-logo-alt

"Contro Corrente": Maledetta domenica

0 Commenti

Un’altra giornataccia. Di quelle che ti tolgono l’appetito, che ti guastano quel che resta del fine settimana. Per chi ama Napoli e il Napoli, è così. Tutto gira intorno a quella maledetta domenica, a quei novanta minuti in cui ci si gioca tutto e niente. E quando, come ad Udine, la partita si mette male fin dalle prime battute, c’è poco da fare per poter rimediare. D’altronde, di miracoli, anche se li si ha nel DNA, è sempre difficile poterli ripetere.
Si chiude quindi con il quarto ko stagionale la trasferta di Udine. Una sconfitta meritata, dove gli azzurri hanno peccato forse di ingenuità e presunzione, sicuri magari di poter domare l’ostacolo bianconero affidandosi ai colpi di genio dei soliti noti, apparsi, in verità quest’oggi, poco lucidi ed incapaci a dar man forte alla causa azzurra.
Il clima incerto ed il terreno di gioco incline alla tecnica ed alla velocità dei fuoriclasse azzurri non ha certo favorito i partenopei, che però, nelle prime battute, avevano dato l’impressione di poter tenere bene il campo. Poi, l’episodio che ti cambia la partita, il folletto Sanchez che sfugge alla marcatura (a vista) di Cannavaro, e guadagna un calcio di rigore. Di Natale, da bomber di razza qual è, insacca il cuoio dell’1-0, riprendendo il feeling con il gol proprio contro il suo Napoli.
Neppure sotto di un gol, Cannavaro e soci hanno trovato il bandolo della matassa, concedendo a quel discolo di Di Natale di chiudere virtualmente i giochi già allo scadere del primo tempo, con un bolide dalla lunga distanza che è valso il meritato 2-0.
Nella ripresa il copione non è cambiato: Napoli abulico, spento e troppo lento nell’impostare la manovra. Succede così che anche la sfortuna comincia a metterci lo zampino, permettendo ancora a Di Natale, di spedire in rete il terzo pallone, stavolta direttamente da calcio d’angolo, e con la complicità disarmante del povero Hamsik.
E a poco serve la reazione d’orgoglio, il gol di Hamsik ed il rigore fallito sempre dallo slovacco, perché la verità è che questa squadra, se non riesce a sbloccare subito il risultato, fatica a trovare il ritmo partita, ritrovandosi spesso e volentieri a dover rincorrere l’avversario. È successo a Cesena, prima ancora con la Sampdoria e poi con lo stesso Milan. Una volta ti può andar bene, anche la seconda, ma gli azzurri non si possono certo permettere sempre il lusso di andar sotto, nella speranza poi di poter rimontare in corso d’opera.
Altro punto a sfavore è stata forse la formazione schierata da parte del tecnico toscano. Si, perché con il clima ed il campo pesante, Mazzarri poteva magari cambiare assetto, inserire da subito un centrocampista in più come ha fatto Guidolin, così da assicurare la parità numerica nella zona nevralgica del campo. Male il gioco sulle fasce, con Dossena soprattutto, che non è riuscito mai a schiacciare il diretto avversario, ritenuto, sulla carta, il più debole dello scacchiere friulano. Attenzione però a puntare il dito contro: dopo il tormentone Maggio, non vorremmo affatto aprirne un altro per quanto concerne la banda mancina.
Nel diluvio di Udine c’è però qualcosa di buono di cui poter sorridere: la prestazione di Santacroce, l’ingresso in campo del baby prodigio Maiello sono due aspetti importanti per un Napoli che comincia a ritrovare pedine importanti, che potrebbero tornare ancora utili da qui in avanti.
Meglio dimenticare in fretta la parentesi friulana: per il Napoli giovedì è di nuovo tempo di esami, forse quello più importante in chiave europea, con gli azzurri impegnati ad Utrecht e costretti ad espugnare il catino olandese per continuare a sperare nella qualificazione ai sedicesimi.
Francesco Auricchio

Indietro
Avanti