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Napoli: Prove di maturità

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È ancora una volta la storia a ripetersi. Una storia che i tifosi partenopei sono oramai, purtroppo, abituati a vivere e con cui convivere fin dal ritorno nel massimo campionato dalla rinascita dalle ceneri del fallimento.
“La squadra c’è” a detta di tutti gli addetti ai lavori. “L’organico ha bisogno di solo qualche innesto per diventare competitivo in tutte le competizioni” è il dictat a cui tutti fanno fede e che i media non smettono di ripetere con la speranza di scalfire la corazza “Aureliana”.
A Gennaio sarà fatto un acquisto, anzi no due, anzi no tre, anzi no…chi più ne ha più ne metta. I nomi circolano e la fantasia corre, ma quando ci si concentrerà a non fallire un esame di maturità?
Al Friuli il Napoli si è trovato di fronte ad un vero e proprio banco di prova, ma non tanto per l’avversario che merita tutto il rispetto, e che in settimana è stato descritto come un monte insormontabile, ma per confermare quanto di buono è stato fatto fino ad ora e per dare continuità a delle prestazioni comunque sempre sufficienti e quasi sempre supportate dai risultati.
Nessuno chiede ai partenopei di vincere tutte le partite o di schiacciare chiunque si porga sul suo cammino, ma almeno scendere in campo quello si!
Di tanto in tanto i soldati dell’esercito azzurro rimandano a tempi migliori la discesa in battagli restando al riparo e lasciando il campo alle truppe avversarie, ma non per stanchezza o chissà per quale motivo, ma per partito preso e tale decisione è tangibile fin dall’ingresso del capitano di brigata Walter Mazzarri.
L’espressione sul volto di mister Mazzarri è un espressione rilassata, calma, distesa quasi rassegnata…la stessa espressione mostrata nel pregare dell’olimpico di Roma, poi quando infila il cappotto e lo abbottona fino al collo, il quadro della situazione diventa chiaro a tutti. Verrebbe da chiedersi perché?
La squadra è quella composta dai “titolarissimi”, si è potuto preparare la partita con tutti i crismi non avendo avuto impegni infrasettimanali, l’Udinese, in settimana, è stato impegnato in coppa italia fino al 120°, quindi più stanco, e pure, nonostante tutto, ci troviamo a dover commentare un apparizione nemmeno degna di essere chiamata prestazione.
In realtà, a parte Hamsik, nessuno è stato schiacciato dal suo avversario diretto in quanto la differenza l’ha fatta il solito Totò Di Natale con le sue magie, ma è stato l’organico e l’organizzazione dell’Udinese a schiacciare, chiudere ed imbrigliare l’organico azzurro che non è mai riuscito a trovare il bandolo della matassa o a tentare di ragionare palla a terra.
Discorso a parte, come sempre, merita Marek che con il suo non gioco ed i suoi lampi riesce ad oscurare, risultando, alla fine, persino più decisivo di colui che in una partita mette a segno una tripletta.
Regale il terzo gol agli avversari con un liscio comico e maldestro, segna con un bolide dai 35 metri un gol che lo redime dall’errore precedente e sbaglia il rigore che avrebbe riaperto l’incontro. Senza contare l’errore del primo tempo, quando servito da Cavani in area di rigore strozza il tiro di sinistro non inquadrando lo specchio da pochi metri.
Facendo un bilancio solo degli episodi decisivi il risultato è molto deludente, se poi si considera che nel resto della gara lo slovacco lascia i compagni in 10 ad annaspare nelle pozzanghere del Friuli allora la prestazione risulta essere ampiamente negativa.
Mazzarri continua a confidare ciecamente in Hamsik e quindi speriamo che ritorni ad essere quello di circa un anno fa, quando nel girone di andata del campionato scorso, riusciva ad imporsi alla platea non solo grazie al tabellino, ma anche per le splendide prestazioni che sciorinava proponendosi all’attenzione di tutti i più grandi club europei.
Alle solite dichiarazioni post-partita, mister Walter, sembra un po’ arrampicarsi sugli specchi attribuendo le colpe agli episodi, al campo allagato, alle condizioni meteo.
È ovvio che gli episodi, soprattutto in un campionato così equilibrato, fanno la differenza, il campo e le condizioni meteo erano le stesse per entrambe le squadre e non risulta che l’Udinese sia composta da 11 granatieri potenti e muscolosi, anzi, lì davanti sono veloci e gracilini almeno se non più degli azzurri.
La prossima gara, che sa già di un out-out in coppa, saprà dire se l’assurdo spettacolo a cui i tifosi partenopei sono stati costretti ad assistere e stata una breve parentesi dovuta ad un giornata no oppure se il fuoco di paglia che aveva acceso gli animi e che troppo presto si è esaurito restituisce una realtà ben diversa da quella che i ferventi spiriti partenopei si erano augurati di vivere.
Antonio Iannucci per il blog Fantapazz.com

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