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Nel ko al “Friuli” è mancata solo la lucidità sotto porta.

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Verrebbe da dire che quando non gira Lavezzi, tutto il Napoli ne risente. Sarebbe un ragionamento oggettivo, si, ma semplicistico e non aderente a quella che è stata la partita nel suo insieme. La constatazione più reale del match giocato dal Napoli è un’altra: se sbagli tante occasioni per andare a rete, allora non ti resta che piangere su latte versato. Il 3-1 del Friuli non è un punteggio che rispecchia per intero l’andamento della gara di ieri, vissuta sotto una coltre di pioggia mista a neve e con la conseguenza di un campo simile ad un tappeto saponato. Rivedendo a mente fredda il film della sfida di ieri, ci si accorge che l’Udinese ha segnato tre gol, ma tirando solo due volte verso la porta di De Sanctis. A parte il rigore, calciato con potenza e freddezza e, il secondo gol da favola di Di Natale, il 3-0 friuliano è arrivato da una “cappellata” marchiana di Hamsik, di quelle che mai gli avevamo visto fare nella sua esperienza napoletana. Di contro, il Napoli di occasioni nitide per segnare ne ha avute (a parte la rete di Hamsik) ben cinque: due volte Cavani, con il colpo di testa in tuffo e la girata finita di poco fuori, una volta con Hamsik, con un sinistro a breve distanza terminato a lato, poi La vezzi e Gargano con il calcio di punizione deviato magicamente da Handanovic in calcio d’angolo. Questa analisi dettagliata di ciò che non è stato, da un lato procura sconforto e riflessioni sulle motivazioni di così tanti errori, dall’altro lascia trasparire un senso di consolazione misto a certezza che in futuro si potrà fare certamente meglio. Se in una domenica in cui la squadra di Mazzarri è apparsa giù di tono, apparentemente svogliata e decisamente deconcentrata sotto porta, allora l’esito della partita sarà decisamente diverso (in meglio), quando la condizione generale sarà tale da non sciupare banalmente tante opportunità per andare a bersaglio. Ma è lecito anche chiedersi perché il Napoli, talvolta, si propone con un fare certamente meno aggressivo rispetto al solito. La stanchezza, come no, è un dato di fatto che va tenuto in forte considerazione. Ci sono calciatori, come lo spento Cavani di ieri, che ha già giocato 24 partite ufficiale in questa stagione. Cioè dieci punti in più della Lazio che difende il suo secondo posto anche grazie alla partecipazione al solo campionato di serie A. I più impulsivi o i neofiti della materia, pensano che la soluzione migliore sarebbe quella di rinunciare ad una delle due competizioni nelle quali il Napoli è impegnato. Ma sarebbe questo l’errore più grave, la testimonianza infedele di una squadra incapace di reggere la doppia competizione e per nulla disposta a migliorare la propria esperienza internazionale. Se lo scotto da pagare per frequentare con un buon rendimento il doppio fronte è quella di essere in zona Champions dopo 14 giornate oltre alla possibilità ancora viva di superare la fase a gironi dell’Europa League, allora ben venga di tanto in tanto lo scivolone in casa di una formazione in grande crescita come l’Udinese.
Raffaele Auriemma per il “Roma”

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