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TifoNapoli intervista Ciro Venerato: “Napoli tra Europa League, Champions e. . .Inler”

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Per il giornalista Rai passare il turno in Europa League è importante, ma rischioso. Mazzarri e società promossi a pieni voti

“L’Europa League è un’arma a doppio taglio per il Napoli”. Lo dice subito e senza mezzi termini Ciro Venerato, giornalista Rai, attento e pragmatico osservatore del calcio targato azzurro.
I sedicesimi di finale sono un obiettivo raggiungibile?
Utrecht e Steaua sono entrambe alla portata del Napoli. Il passaggio della fase a gironi darebbe visibilità internazionale alla squadra, ma un impegno prolungato su questo fronte toglierebbe troppe energie. Non dimentichiamoci che il livello dei giocatori è buono ma i campioni sono solo tre. Bisognerà concentrarsi sul campionato se si vuole il quarto posto.
Quindi il Napoli è da Champions?
Non è tra le favorite, ma per me dopo Juve, Inter e Milan ci sono gli azzurri. Ovviamente bisognerà fare i conti con Palermo, Lazio e Roma. Ma l’obiettivo Champions è essenziale per il salto di qualità anche economico.
In che senso?
Dal 2012 gli azionisti non potranno più intervenire per finanziare o ripianare i debiti delle società. Il nuovo regolamento prevede un principio semplice: quanto guadagni, tanto puoi spendere. E la Champions, a differenza dell’Europa League, darebbe gli introiti necessari per i grandi acquisti.
Gli acquisti appunto. Come dovrebbe muoversi sul mercato di gennaio la società?
Servirebbero 3-4 giocatori di qualità. Ma bisogna vedere cosa dice il bilancio. Credo che i tifosi si dovranno accontentare di un acquisto importante, magari in difesa. Per il centrocampo e l’attacco la società dovrà muoversi con qualche prestito con pagamento in differita. Oppure dovrà pescare un giovane che costi poco e renda molto. Certo se in qualche modo arrivasse Inler, sarebbe un bel colpo.
E gli acquisti già fatti?
Sosa e Yebda sono giocatori buoni, ma sinceramente si poteva fare di più.
Mazzarri è l’uomo giusto in panchina?
E’ perfetto. Ha dato e avuto il massimo dal gruppo. Se il Napoli adesso è considerato tanto è grazie a lui. Ha valorizzato uomini come Grava e Pazienza e lo stesso lavoro sta facendo con Vitale. E poi ha disciplinato il gioco di un campione come Lavezzi. Prima correva molto, ma non era così incisivo per la squadra.
E il modulo?
Sulla sconfitta di Udine molti hanno dato la colpa alla difesa a tre. Non condivido quest’idea: credo sia stata una questione di episodi, di poca fortuna e forse di qualche “colpo di testa” nella preparazione.
Si riferisce alla “notte brava” di Lavezzi e compagni alla vigilia della partita?
Sì, ma devo dire che la società si è mossa bene. Ha subito aperto un’inchiesta interna, e non ha nascosto la cosa. E’ anche un messaggio ai giocatori. La prossima volta ci penseranno due volte prima di mettersi nell’occhio del ciclone. Comunque con professionalità come quella di Marco Fassone il Napoli crescerà sempre di più. Magari ci vorrà tempo, ma oramai la strada è segnata.
Romolo Napolitano

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