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"Contro Corrente": Appesi ad un filo

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Come a Bucarest, in Europa il Napoli ci ha preso gusto a mettere a dura prova le coronarie di tutti i suoi tifosi. Ad Utrecht, ecco servita la sagra degli errori di un assetto, quello difensivo, che definire imbarazzante sarebbe riduttivo. È chiaro, lo stiamo dicendo più o meno da quando si è chiusa la finestra di mercato estiva che in questo Napoli urgono rinforzi nel reparto difensivo, ma per quanto espresso in terra olandese, servono almeno un paio di innesti di spessore, per rendere finalmente completa la rosa a disposizione del tecnico Mazzarri.
Perché se è vero che la tenuta difensiva è stata disastrosa, è anche vero però che dalla metà campo in su, e soprattutto nella ripresa, gli azzurri hanno letteralmente schiacciato l’avversario, dimostrando la loro superiorità palla a terra, innescando meccanismi che quasi sempre creavano seri pericoli alla difesa dei tulipani.
È cosi che il Napoli ha inscenato l’ennesima rimonta, senza perdere la testa, credendo nei propri valori, ed affidandosi ad un Cavani prodigioso, autore della sua prima tripletta in azzurro, decisivo quando si tratta di buttare il pallone nel sacco.
Nel gelo di Utrecht, in evidenza anche Yebda, imperioso nelle sue chiusure e puntuale nel’assist per il secondo gol di Cavani, ma anche Hamsik, che con grande personalità è sceso sulla linea dei centrocampisti a dar man forte al reparto, a lottare, a recuperar palloni da smistare subito in avanti. Bentornato Marekiaro. Sulle corsie esterne, buone le incursioni di Vitale più che di Zuniga, ma male entrambi quando c’era da ripiegare sulle sfuriate di Duplan da una parte e Mertens dall’altra. Meno incisivi Lavezzi e Gargano, con il Pocho inspiegabilmente non pervenuto nella prima frazione, salvo poi rimediare nella ripresa, procurandosi anche il rigore del 3-3. Se però non si fosse intestardito troppo nei suoi dribbling, sarebbe risultato più incisivo in fase di manovra.
Dalle note liete a quelle stonate. È il caso di Cribari, irriconoscibile ieri sera, responsabile in almeno due dei tre gol messi a segno dagli olandesi. Una giornata decisamente no per il centrale carioca, evidenziata ancor di più dal gol sciupato a meno di un metro dalla porta, su perfetto tracciante di Vitale. Spiace sottolinearlo perché, a differenza di altre occasioni, le leggerezze della retroguardia partenopea partono tutte da errori di posizione o di mancato intervento da parte del singolo, e non di tutto il reparto. Inoltre, anche nel contrastare il gigante Demouge, nella prima parte di gara Cribari ha sempre perso il duello aereo, mettendo continuamente a dura prova il pacchetto arretrato. Anche Grava è apparso un po’ in affanno, con il solo Campagnaro a fare il bello e il cattivo tempo.
In tal senso, forse un piccolo rimprovero se lo merita anche Mazzarri, perché, una volta appurate le difficoltà in fase passiva, poteva anzitempo schierare la difesa a quattro, e non aspettare l’ingresso di Cannavaro a fine partita. Per il resto, partita tatticamente impostata nel migliore dei modi da parte del tecnico toscano, purtroppo forzato ad affidarsi al giovane Dumitru per provare a vincere la partita. L’ex Empoli ha corsa, dribbling, ma in un contesto come quello europeo non può ancora dare il suo contributo e forse, in sede di mercato, sarebbe meglio cederlo in prestito, magari in B, per farlo maturare.
Con il pari tra Steaua e Liverpool, il Napoli resta in corsa per la qualificazione, e per il match del 15 Dicembre nell’arena di Fuorigrotta, si prevede già il tutto esaurito, in un clima da finalissima, per battere i rumeni e strappare una storica qualificazione. Con Samp, Juve e Palermo fuori dei giochi, resta solo il Napoli a tenere alto l’onore calcio italiano. Coraggio azzurri!
Francesco Auricchio

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