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Utrecht-Napoli 3-3. Le pagelle di Raffaele Auriemma

3 Commenti

Il migliore: EDINSON CAVANI – 8 – Un vero fuoriclasse. Tre gol segnati ed altri tre negati dal portiere. Trova una notte di grazia con la prima doppietta in maglia azzurra e con il primo rigore realizzato. Speriamo che la fatica non lo faccia rallentare.
L’allenatore: WALTER MAZZARRI – 6 – Si fa espellere perché protesta nell’intervallo con l’arbitro per un rigore non fischiato a favore dell’uruguagio Cavani abbattuto in area. Trasmette alla squadra coraggio e voglia di spingere.
L’arbitro: GONZALEZ (SPAGNA) – 5,5 – Non c’è che dire, il polso della situazione non l’ha preso. Anzi, è andato anche oltre disinteressandosi di una rissa che stava scoppiando. Fischia poco e qualche volta anche male. C’è qualche dubbio sul penalty per atterramento di Lavezzi.
MORGAN DE SANCTIS – 6,5 – Miracoli a ripetizione in una notte che sembrava essere stregata. Mertens e Demouge hanno provato a dargli il quarto dispiacere della serata ma hanno trovato davanti un muro. Nella frenesia finale, sbaglia un rilancio e favorisce un’occasione per gli avversari, ma è davvero l’unica distrazione.
GIANLUCA GRAVA – 6,5 – Entra in gara subito e mette le cose in chiaro con Mertens che è un tipetto fastidioso. Ritrova la fascia di capitano ma anche la rapidità e la cattiveria dei giorni migliori. Quando gli azzurri si sbilanciano, lui resta dietro e protegge la porta di De Sanctis su ogni ripartenza.
EMILSON CRIBARI – 4,5 – Il solito disastro. Regala il vantaggio a van Wolfswinkel e lascia solo Demouge di realizzare indisturbato il momentaneo 3-1. Completa la frittata personale, colpendo di testa il palo dell’Utrecht, a porta spalancata ed al 92’: sarebbe stato il gol di una vittoria meritata.
HUGO CAMPAGNARO – 6,5 – Ci mette sempre il fisico e l’orgoglio, anche se quel pallone troppo leggero lo disturba negli appoggi di fino. Protegge la difesa tutte le volte che va in affanno ed è quello che prova a metterci una pezza anche quando gli avversari vanno in gol. Quando può, va a dare anche una mano all’attacco.
J. CAMILO ZUNIGA – 5 – Troppa confusione e poca concretezza. Con Duplan dalle sue parti, si trova costretto ad arretrare, spinge quando può. Prova un paio di volte anche la conclusione, ma lo fa sempre con il piede mancino. Una sola volta colpisce con il destro, a colpo sicuro, ma Schutt si oppone con il corpo.
HASSAN YEBDA – 6,5 – Che bella partita. Il franco-algerino diventa il vero uomo in più degli azzurri. Abile di testa, rapido nell’anticipo e forte nei contrasti: Silberbauer sparisce di fronte alla gara sontuosa del mediano azzurro. Va anche vicino al gol, ma il suo destro potente viene murato dal fortino eretto dall’Utrecht nel finale.
WALTER GARGANO – 6 – Veste i panni che solitamente indossa Pazienza e lo fa anche con diligenza. Forse per il freddo, oppure per il pallone troppo leggero, ci mette troppo nel ricostruire l’azione offensiva in partenza. Però , nulla da eccepire sul sacrificio e sulla corsa costante a chiudere sull’avversario libero.
LUIGI VITALE – 6 – Qualche ombra in mezzo a tante luci. Si lascia fregare ingenuamente da Cornelisse, quando il difensore olandese si spinge nell’area azzurra e lui da dietro trova il piede invece del pallone: rigore ineccepibile. Però è anche tra quelli che non si arrendono mai, spingendo in attacco.
MAREK HAMSIK – 6 – Anche per lui vale lo stesso discorso di Vitale. Sul piano del rendimento è stato generosissimo, ancorchè impreciso nelle ripartenze. Almeno sembra aver ritrovato lo stimolo a partire palla al piede in velocità per seminare gli avversari. Va vicino al gol, ma Schutt gli blocca la conclusione in diagonale.
EZEQUIEL LAVEZZI – 6 – Ha iniziato male, non riusciva a carburare, sbagliavi gli appoggi anche più semplici e si faceva fermare da difensori ben al di sotto del suo valore. Poi, nella ripresa si infila una maglia in più, inizia a correre come sa e procura anche il rigore che permette al Napoli di rientrare nel match.
CHRISTIAN MAGGIO – 6 – Inizia male, perde una palla pericolosa, ma poi si inorgoglisce e trova lo sprint dei vecchi tempi. È bravo a farsi trovare libero, in più di un’occasione, sulla corsia destra, ma anche a chiudere in marcatura quando gli avversari nel finale provano ad andare in contropiede.
PAOLO CANNAVARO – SV – Entra negli ultimi diedi minuti per sostituire Campagnaro. Anche lui si fa prendere dalla foga della vittoria e si porta spesso in avanti sui calci piazzati. Purtroppo, però, lascia scoperta la difesa su un ribaltamento degli olandesi che sarebbe potuto costare caro.

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