15 49.0138 8.38624 1 1 4000 1 https://www.tifonapoli.it 300 0
theme-sticky-logo-alt
theme-logo-alt

Una Linea Incomprensibile

1 Commento

Obiettivo si, obiettivo no.
Ancora non è chiaro se si sia dentro o fuori.
Chi non è interessato a stare in tensione fino e oltre il tempo limite si faccia da parte che non c’è spazio per gli indecisi. I colori azzurri devono essere sostenuti fino alla fine come fanno quei guerrieri che come sempre, se costretti ad inseguire mandano in tilt l’ago della macchina cardiaca. L’elettrocardiogramma che ne nasce è una linea incomprensibile e senza significato agli occhi scientifici, ma non agli occhi di un partenopeo, che sepper ignora ogni tipo di studio medico, riesce a riconoscerla… “si ecco quella è la linea delle emozioni che regala e/o ci impone di vivere”.
La gara non sembra neppure iniziata quando nell’algido freddo olandese un raggio di sole colpisce l’umidità sovrana nell’aria disegnando, con tutte le sue lunghezze d’onda, i colori dell’iride che accompagnano e coccolano quel pallone calciato dal nostro Matador in una traiettoria tanto inattesa quanto impensabile, deponendolo in un angolino dove l’estremo olandese non può arrivare neanche con l’immaginazione.
Sembra l’inizio di un match tranquillo e rilassante, ma guai a pensarlo, basta rovesciare il fronte d’attacco ed ecco la risposta non tanto degli avversari, ma di una difesa quanto mai generosamente sbarazzina. Alla bellezza di una  marcatura da poco messa a segno risponde una inguardabile disposizione difensiva che permette a 60 secondi di distanza di riportare lo score in parità.
Ecco ci risiamo! In vantaggio non solo non si riesce a mantenere la concentrazione, ma si deve soffrire ancor di più per quanto possibile.
Si rivedono gli orribili spettri messi in luce dal Chievo e dal Bari e quando Vitale compie il più sciagurato degli interventi in area di rigore non lasciando adito a proteste e Cribari commette una nuova ingenuità lasciando colpire indisturbato il biondo gigante olandese, i fatti sembrano confermare le amare sensazioni assaporate.
Gli azzurri sembrano quasi congelati dal freddo, arrivano sempre secondi sul pallone anche se in vantaggio e non riescono a costruire gioco palla a terra, non ne parliamo di lanci sempre prede semplici degli alti difensori avversari ed ecco spiegato il pesante score parziale di 3-1.
Nonostante tutto non ci si può arrendere e per tentare la risalita bisogna andare a riposo almeno dimezzando lo svantaggio. Questa svolta la dea bendata è con noi. Contropiede azzurro con Yebda che vede libero alla sua destra Cavani, che servito ottimamente sbaglia il semplice stop a seguire, tale errore manda in confusione il difensore che gli si poneva davanti spalancandogli la passibilità del confronto con il portiere avversario che riesce con i piedi a toccare il pallone, ma non a cambiarne decisivamente la traiettoria. È 3-2.
La ripresa pone subito agli occhi dei seguaci dei colori azzurri un Pocho con una maglia in più sotto la casacca ed un Mazzarri in meno in panchina in quanto espulso nell’intervallo. Il nostro fulmine, che era stato dato per disperso dopo 45 minuti, nel secondo tempo risponde presente ed inizia un’altra gara. Il ritorno del primo tempo è a senso unico, gi azzurri attaccano a testa bassa, ed il fatto che il rigore con cui El Matador mette a segno  la sua tripletta europea, non è altro che la conseguenza di un’azione caparbia di Lavezzi tra un mucchio di avversari che tentavano di estirpare il pallone radicato ai suoi piedi.
Ora si prova a vincere, e le carte sono in regola. Gli azzurri si riversano in attacco, forti dei 4 in difesa, in seguito al cambio di modulo con l’uscita di Grava per Maggio e l’inserimento del miglior difensore attualmente in rosa Cannavaro per Campagnaro, ed un tridente puro con l’inserimento di Dumitru per Zuniga, ed ecco che le occasioni fioccano.
L’apice si raggiunge al 92’ quando Cribari ha l’occasione di redimersi dai 2 peccati gravi del primo tempo. Lavezzi da sinistra lo pesca con un cross perfetto sull’out di destra e libero da marcature, l’alto difensore azzurro, a tu per tu con la porta e da pochi passi, riesce a colpire il palo ed a scatenare le ire dei tifosi azzurri che sarebbero stati pronti a perdonarlo.
Finisce 3-3 e non resta che riflettere sugli errori difensivi e rimuginare sulle occasioni gettate al vento.
Bisognerà ora giocarsela con l’obbligo di vittoria tra 15 giorni al San Paolo con i rumeni dello Steaua Bucarest.
Antonio Iannucci dal blog di www.fantapazz.com

Indietro
Avanti