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Napoli-Palermo: Le pagelle di Auriemma

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Grava da oscar, Gargano di sostanza
Il migliore: EDINSON CAVANI – 7,5 – Il migliore in assoluto sul terreno di gioco. E non solo per l’assist decisivo che Maggio ha faticosamente trasformato in gol. Ha corso in lungo e in largo, è rientrato in difesa, ma la standing ovation l’ha ricevuta quando si è liberato di Pastore con la semplicità dei fuoriclasse.
L’allenatore: WALTER MAZZARRI – 7 – Finalmente lo abbiamo visto in panchina come ai vecchi tempi. Determinato, motivato e senza giacca quando il match è diventato più delicato. Se l’è voluta giocare a viso aperto, fino alla fine, lanciando nella mischia anche Dumitru, Yebda e Vitale. Ha avuto ragione lui.
L’arbitro: MORGANTI DI ASCOLI PICENO– 6,5 – Una gara attenta, da vero professionista del fischietto. Non ha scontentato nessuno ed è stata anche discreta la collaborazione con gli assistenti di linea. Moderato anche l’utilizzo dei cartellini gialli e in ogni caso il “giallo” è stato corretto.
MORGAN DE SANCTIS – 6 – Si deve preoccupare dell’ordinaria amministrazione: il Palermo non lo mette mai seriamente in difficoltà. Solo Miccoli nel primo tempo prova a beffarlo con un destro a giro, ma la palla va fuori. Trasmette sicurezza ai compagni di riperto che spesso gli passano la palla.
GIANLUCA GRAVA – 7 – Una partita come solo lui sa. Mette le briglie a Miccoli, costretto a girare sempre largo rispetto alla porta di De Sanctis e, quando gli gira intorno, anche Pastore deve assaggiare la grinta del bulldog di San Prisco. Nel finale lo stesso trattamento lo riserva anche a Maccarone.
PAOLO CANNAVARO – 6,5 – Una partita molto attenta, da classico libero che va a chiudere i varchi quando gli avversari scappano. Aiuta Grava e Aronica nella marcatura di Miccoli e Ilicic ed esce dall’area quando Pastore si avvicina pericolosamente. Gioca ad alti livelli, nonostante sia condizionato dal solito problema muscolare.
SALVATORE ARONICA – 6,5 – Non avrebbe dovuto giocare, perchè assente dalla sfida di Cagliari del 10 novembre. Mazzarri lo rischia a causa dell’infortunio patito da Campagnaro e il lucchetto palermitano risponde da par suo. Soltanto una volta Ilicic riesce a liberarsi per il tiro, ma il resto della serata è tutto di Aronica.
CHRISTIAN MAGGIO – 7 – Ha il grande merito di aver regalato al Napoli tre punti ormai insperati, quando stava per scoccare il 94′, ma mette i brividi ai tifosi azzurri con un intervento in scivolata. Poco prima aveva fallito un’altra buona chance, a tu per tu con Sirigu. Nel complesso, sta ritrovando lo smalto perduto.
MICHELE PAZIENZA – 7 – Che partita, che guerriero. Il mediano pugliese è sempre più indispensabile in mezzo al campo, dove ha il compito di chiuedere in prima battuta su Pastore, di forza, così da fargli capire l’aria che tirava da quelle parti. Quando c’è lui, guarda caso, la difesa regge meglio e non prende gol. Esce quando non ne ha più.
WALTER GARGANO – 6,5 – Gara di grande sostanza, si ritrova spesso a duellare con Migliaccio e ne viene fuori un duello tutto di forza. L’uruguagio ha il merito di aver sostenuto la spinta del Napoli soprattutto nei minuti finali, quando non tutti credevano di farcela. Il solito difetto: sbaglia troppi passaggi.
ANDREA DOSSENA – 6 – Una partita in chiaroscuro, comunque di un livello superiore rispetto alle sue ultime esibizioni. Bravo nell’aiutare il Napoli a riportarsi su, con le repentine penetrazioni concluse, poi, con traversoni tesi e insidiosi. Cassani, però, gli sfugge pericolosamente un paio di volte.
MAREK HAMSIK – 6 – Ci si aspetta tanto da lui, è vero, e va troppo a corrente alternata. Corre sempre e per tutto il campo, ma quando si trova in fase realizzativa, gli manca sempre il tocco conclusivo. A parziale giustificazione, ha avuto Nocerino che non ha mollato neanche un istante.
EZEQUIEL LAVEZZI – 6,5 – Un mezzo voto in più lo merita per aver stretto i denti fin quando ha potuto, poi si è dovuto arrendere a quella disgraziata distorsione alla caviglia destra. Al pari di Cavani, è stata la spina nel fianco del Palermo e quando sembrava che avesse segnato il gol del vantaggio, Sirigu glielo ha negato con un miracolo.
N.MANUEL DUMITRU – 6 – Sta facendo sempre più esperienza e prima o poi arriverà anche il suo momento del primo minuto. Si piazza al centro dell’attacco azzurro, tiene palla e cerca anche il dialogo con Hamsik e Cavani. Piace il suo coraggio e la grinta, anche se si vede che è ancora immaturo.
HASSAN YEBDA – 6,5 – Appena entra sbaglia l’impossibile. Poi carbura e comincia a dare peso al centrocampo azzurro, andando a contrastare tutti quelli che passavano dalle sue parti. Si fa ammirare soprattutto per un tiraccio dalla lunga distanza, deviato a stento in calcio d’angolo da Sirigu.

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