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PAZZO NAPOLI­: VITTORIA ALL&#39ULTIMO RESPIRO

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Che Napoli! Un goal rapace quanto fortunato di Maggio al 95’ regala tre punti meritati alla squadra di Mazzarri nel Monday Night dalle grandi ambizioni non solo di classifica, contro un Palermo sceso in campo sulla difensiva, raramente pericoloso, salvato più volte da un grande Sirigu, migliore in campo nelle file rosanero. E’ il Napoli, però, il vero mattatore della serata: rampante, generoso, sprecone, tattico, arrembante dal primo all’ultimo. All’ultimo respiro. E la corsa continua.
L’undici di Mazzarri prende subito in mano le redini del gioco e va in forcing sugli esterni: Cassani e Balzaretti costretti a tenersi bassi. La difesa ospite sbanda subito un po’ sulle folate offensive partenopee del trio Hamsik-Lavezzi-Cavani, ma non crolla, resistendo grazie agli interventi non sempre precisi di Sirigu e dalla mancanza della precisione sottoporta da parte degli azzurri. Dominano gli azzurri, ma la partita non decolla sul piano dello spettacolo, è un po’ bruttina non per la mancanza d’impegno di entrambe, bensì per i numerosi errori ambo le parti. Soffre molto il Palermo, forse condizionato dalle scelte di Rossi che cambia modulo preferendo un assetto simile a quello di Mazzarri, con Goian, Munoz e Bovo dietro e un centrocampo abbottonato con Cassani e Balzaretti esterni. Lavezzi, Cavani e Hamsik sono difficili da contenere, perché spaziano su tutto il fronte d’attacco senza dare punti di riferimento. Il Matador sfiora il vantaggio di testa, l’argentino con un destro da fuori. Per vedere una conclusione rosanero bisogna aspettare la mezzora, quando Miccoli trova la potenza, ma non la precisione mentre restano in ombra Pastore e soprattutto Ilicic. Tuttavia il Napoli non concretizza: In diverse occasioni sono arrivati dalle fasce cross bassi per nessuno e così qualche pericolo è scaturito con le botte da lontano: Maggio e Lavezzi hanno due volte costretto Sirigu a parare. E il primo tempo termina a reti inviolate. Nella ripresa la pressione del Napoli è aumentata.  Gli inserimenti di Vitale, Yebda e Dumitru per Pazienza, Lavezzi (infortunio alla caviglia destra) e Dossena alla fine si sono rivelati importanti per consentire la creazione di pericoli sino al termine. Cavani con un destro al volo mette subito paura al Palermo. Ci crede il Napoli e continua a premere, Dossena a sinistra va come un treno, Cavani, il solito, è scatenato, è da applausi: raccoglie il boato del San Paolo quando, all’occorrenza, s’improvvisa difensore esibendosi in un paio di grandi chiusure sugli attaccanti rosanero, ci prova un paio di volte senza fortuna dal limite ed è fermato per un fuorigioco inesistente da Copelli quando era tutto solo davanti al portiere del Palermo.  Al 57’ episodio chiave: contropiede 3 contro 3 per gli ospiti, Pastore serve Ilicic fermato poi in area di rigore da Aronica, C’erano gli estremi per un rigore, l’arbitro fa proseguire. Al di là dell’azione da goal viziato da un fallo non segnalato dal direttore di gara Morganti, il trio d’attacco rosanero non convince e fa parlare poco di sé, ma di palloni ne sono arrivati pochissimi. Così Delio Rossi gioca la carta Maccarone che rileva Miccoli, cercando di scuotere senza successo i suoi. Si rende pericoloso il Palermo, ci pensa Grava a frenare ogni tentativo avversario di entrare in porta. Sirigu illude intanto, salvando più volte il risultato su Hamsik e Yebda. Quando le squadre sembrano proiettate verso uno 0-0 che, tuttavia, farebbe comodo più al Palermo che al Napoli, il quale vede buttare via due punti per strada, allo scadere arriva il gol partita, nato sull’asse Hamsik-Cavani e finalizzato in spaccata da Maggio. Una beffa per il Palermo, un’apoteosi per i partenopei. E’ il goal che potrebbe essere la svolta positiva della stagione di questo Napoli.
Andrea Cardinale

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