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Correva l&#39anno: 1988/89

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Maradona, Stoccarda e la prima Coppa UEFA

La stagione di serie A fu segnata da una grandiosa cavalcata dell’Inter verso il titolo. I nerazzurri, allenati dal mitico Trapattoni, guidarono la testa della classifica dalla quinta all’ultima di campionato cedendo poche briciole alle dirette avversarie.Napoli, Milan, Verona e Atalanta riuscirono a strappare un solo punto alla capolista, Fiorentina e Torino furono le uniche due squadre a batterla e la Juventus fu l’unica squadra a terminare il campionato senza perdere contro i campioni d’Italia (due pareggi). Famosa resta la frase di Giseppe Dossena (allora nella Sampdoria) alla fine della partita contro l?inter:«Questa Inter ci fa sembrare tutti quanti ridicoli. In realtà loro corrono troppo forte: noi andiamo normalmente». Il Napoli concluse con un ottimo secondo posto e fu l’unica squadra che, soltanto inizialmente, riuscì a tenere testa ai milanesi. L’annata fu positiva, da ricordare l’arrivo di Alemao, e gettò le basi per il secondo scudetto nella stagione successiva. Il 1989 è però, per i tifosi napoletani, l’anno della Coppa UEFA. Il trofeo più luccicante nella bacheca azzurra, quello che resterà sempre nei ricordi (e nei sogni) di tutti. I pronostici erano, fin dall’inizio, in favore delle squadre italiane (Napoli, Juvantus, Roma e Inter) e tedesche, questo era dovuto anche all’esclusione delle inglesi (Heysel). Non vanno, però, oltre gli ottavi Roma, sconfitta con un doppio 2-0 dai tedeschi del Dresda, e l’Inter sconfitta clamorosamente dal Bayern di Monaco (0-2 – 3-2). Il Napoli si impone contro i Girondini di Bordeaux e la Juve batte con un doppio 1-0 l’RFC di Liegi. Nei quarti le due italiane rimaste si trovano a giocarsi la semifinale. Il Napoli al San Paolo riesce a rimontare il 2-0 di Torino segnando ai tempi supplementari il 3-0 definitivo. Intanto il Bayern passa il turno a spese degli scozzesi del Midlothian. La semifinale si giocava tra le due favorite in una “finale anticipata”. Al San Paolo, che fece registrare il tutto esaurito, il Napoli vinse per 2-0, con gol di CarecaCarnevale ed ipotecò la finale. Al ritorno, una doppietta di Careca (2-2 il finale) spianò la strada per la finalissima contro un’altra tedesca, lo Stoccarda di Jürgen Klinsmann.
« Stoccarda, 17 maggio 1989, secondo anniversario dello scudetto, mercoledì. La città della Mercedes e della Porsche è invasa da ogni tipo di carretta targata Napoli. Treni, aerei, auto, pullman riversano in quell’oasi di opulenza industriale e di emigrazione italiana, il più fantastico ma più diseredato popolo del mondo del calcio. In 30.000 al Neckerstadion nella magica notte della Coppa UEFA » (Salvatore Biazzo, La magia di Stoccarda, Ed. RAI 1996)
Lo Stoccarda era sicuramente avversario meno temibile del Bayern, ma non andava certamente sottovalutato. Gli azzurri se ne accorsero al 17′ della gara di andata. Fu Maurizio Gaudino, figlio di napoletani emigrati in Germania, a gelare il San Paolo. Per fortuna i partenopei restarono con la testa in campo e prima Maradona su rigore (23′ s.t.) poi Careca (42′ s.t.) ribaltarono il risultato. Il ritorno fu una festa, tutta la “Germania napoletana” si ritrovò a Stoccarda per guardare il proprio Napoli da vicino. La partita fu facilmente controllata dal Napoli che passò in vantaggio con Alemao. Una bellissima gara che si concluse 3-3. Le altre reti furono di Klinsmann (27’),Ferrara (39′), De Napoli (aut. 70’), Careca (62′), Schmäler (89’).
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