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D.M. (Decreto Mazzarri) del 11/12/2010

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Bisogna correre, correre e scappare forte quando si infrange una legge tanto radicata nelle menti al punto di diventare tabù.
Bisogna correre per non farsi raggiungere o punire da pseudi paladini della giustizia che, nascondendosi dietro una regolamentazione non scritta, ma accettata da tutti per quiete vivere, si ergono a portatori di giustizia ed equità.
Quest’anno è l’anno dell’annientamento dei tabù in quanto il Napoli ha deciso di correre veramente forte.
La legge del Marassi non è più in vigore in quanto abrogata dal D.M. (Decreto Mazzarri) del 11/12/2010, infatti dopo la proposta pervenuta in seguito alla splendida prestazione fornita contro i blucerchiati sampdoriani, si è reso necessario ratificare il tutto alla luce della ripetizione degli eventi.
Gli azzurri scesi in campo nell’anticipo di Sabato sera mostrano subito agli avversari il coltello che hanno tra i denti e cingono d’assedio la metà campo avversaria facendo intendere ai malcapitati grifoni che non saranno 90 minuti semplici, ma una gara di cui sudare tutti i secondi a disposizione.
L’esercito partenopeo porta l’assalto al fortino genoano con un ritmo impressionante ed i primi 15 minuti sono veramente una tragedia per i padroni di casa che si vedono sfilare gli azzurri ovunque senza quasi riuscire a toccare palla, ma gli spazi sono comunque angusti tanto da non permettere il colpo di grazia.
La decisione è quella di mollare un po’ per far uscire dal guscio l’avversario.
Il Genoa porta il suo baricentro qualche metro più avanti è bastano 10 minuti per portare alla luce tutti i limiti della difesa rosso-blu e di un portiere che fino ad ora non ha dimostrato di essere all’altezza del massimo campionato italiano.
Fallo guadagnato caparbiamente da un ritrovato Maggio sull’out di destra della trequarti ospite. Punizione battuta tanto magistralmente quanto inaspettatamente da Gargano per Hamsik che in orbita, lasciato incredibilmente solo nel cuore dell’area di rigore, non deve fare altro che appoggiare di testa nella porta lasciata sguarnita da Edoardo in libera uscita in giro non si sa ne dove ne perchè.
Il tifo partenopeo festeggia per il colpo infero all’avversario, ma ha ormai la maturità e la lucidità per guardare il cronometro che, non curante delle sofferenze dei malati incurabili d’azzurro, sentenzia 65 minuti di sofferenza e, purtroppo, la quasi certezza che non finisca lì visti i precedenti in cui ci si è trovati in vantaggio per primi e nel primo tempo.
Con il passare del tempo il forcing dei grifoni si fa sempre più pressante ed il secondo tempo è quasi un monologo rosso-blu. Il Napoli punta esclusivamente sul contropiede, ma il solo Cavani, vista l’assenza del Pocho, è un po’ troppo solitario per riuscire ad impensierire la difesa di casa.
L’ingresso di Yebda per Zuniga (il sostituto dell’assente Lavezzi) al 19’ del secondo tempo riporta un po’ d’ordine a centrocampo, infoltendolo con forze fresche e solita buona visione di gioco il punto nevralgico del terreno di gioco. Una sostituzione che si rivelerà fondamentale negli ultimi 10 minuti quando, dopo l’espulsione di Pazienza per due gialli di cui il secondo quanto meno discutibile, si deve resistere agli ultimi assalti in inferiorità numerica.
All’inizio della gara la scelta di sostituire l’infortunato Lavezzi con un giocatore tanto difensivo come Zuniga sembrava una mossa troppo rinunciataria, ma rivelatasi vincente in quanto il colombiano, agendo da ala destra è spesso riuscito a trasformare, sempre con qualche finta di troppo, l’azione da difensiva in offensivo alleggerendo la pressione sulla difesa.
Fase difensiva encomiabile e senza sbavature, da segnalare la seconda gara di fila senza subire reti e vinta per 1-0 contro 2 avversari di tutto rispetto come Palermo e Genoa.
Organizzazione tattica, che è sinonimo di Mazzarri, che ha permesso a De Santis di trascorrere una serena serata senza intervenire neanche una volta, coprendo quasi perfettamente ogni zona del campo senza lasciare mai la giocata semplice all’avversario.
Cavani fa fase offensiva da solo, fase difensiva, mantiene palla e fa salire la squadra, recupera palloni a centrocampo, quando può cerca di fare anche l’assistman… chi non è contento gli può chiedere di travestirsi di rosso con la barba la sera del 25 in modo che possa completare il suo repertorio di buone azioni.
Un’osservazione va fatta sui mass media nazionali, che fortunatamente, continuano a parlare di Milan (+6), Juventus (0), Lazio (0), Roma (-4), e Inter (-7 e una partita in meno). Gli azzurri continuano a viaggiare a fari spenti e non considerati, giocando partita per partita con la consueta concentrazione e non prefiggendosi obiettivi… il prossimo obiettivo da non prefiggersi è quello di Mercoledì.
Iannucci Antonio dal blog di www.fantapazz.com

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