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Sentenze intempestive

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Sarebbe interessante avere la possibilità di mettere in sequenza tutti gli umori, i commenti e le impressioni espresse dai vari opinionisti e giornalisti sportivi, a partire dall’ultimo calcio-mercato estivo ad oggi e osservare il modo in cui sono mutate nel tempo le sentenze inappellabili con le quali alcuni di essi avevano condannato questo Napoli a un ineluttabile, triste destino per manifesta mediocrità. E’ vero che i professionisti del calcio parlato erano confortati nelle loro tesi anche da una parte, non proprio minoritaria, dei tifosi partenopei. Ma è certamente più agevole trovare per questi ultimi dei motivi che possano in qualche modo giustificare le manifestazioni di malcontento andate in scena nell’arco di tempo giugno-settembre, rispetto alle critiche mosse dagli “oratori calcistici”. Il commento del tifoso napoletano è nel 99% dei casi frutto della smisurata passione che muove le sue corde emozionali, le quali divengono sensibilissime quando sono in gioco le sorti della propria, amatissima, squadra del cuore. Al popolo azzurro è concesso volare alto con la fantasia e sebbene abbia mostrato in tante occasioni competenza in materia, può annoverare tra i propri diritti quello di rumoreggiare anche quando, a ben vedere, non sarebbe opportuno farlo. E’ un diritto dovuto come contropartita all’immenso amore di cui è capace verso la sua bandiera e i suoi colori. Il discorso è invece completamente opposto per quanto concerne coloro i quali parlano di calcio per mestiere. Costoro vanno nelle televisioni e sui giornali chiamati a esternare, dall’alto del loro millantato sapere calcistico, le proprie opinioni. Proprio da queste erano emerse critiche pungenti in merito alla bontà delle operazioni e della gestione societaria portata avanti a Castelvolturno. L’acquisto di Cavani fu valutato da qualcuno in modo negativo: attaccante troppo costoso in relazione al suo valore, non ha mai segnato granché e inoltre non è quello che serviva al Napoli. A fine calcio mercato la squadra, a parere di suddetti saggi non era stata migliorata rispetto all’anno precedente, anzi appariva addirittura indebolita. Ora, a distanza di alcuni mesi, quelle vocine stridule sembrano essersi dissolte come neve al sole cocente degli incontestabili risultati fin qui ottenuti dai ragazzi di mister Mazzarri. I lagnosi e malauguranti “de profundis” sono stati rispediti al mittente (anzi ai mittenti). Ovviamente, essendo appena in dicembre ancora niente è stato fatto e nessun risultato ancora raggiunto (a parte la qualificazione alla fase successiva di E.L.), ma ciò nonostante la squadra ha dimostrato certamente di non valere meno di quella dell’anno scorso. E’ chiaro che i bilanci si faranno alla fine, ma gli eventi attuali ci dimostrano ancora una volta quanto sia difficile fare calcio a Napoli, una piazza dove le critiche sembrano rappresentare un corredo obbligatorio, a prescindere . Ad oggi e forse per la prima volta in assoluto, a Napoli si sta portando avanti un progetto serio e concreto. Al quarto campionato di serie A non sembra fuori luogo affermare che squadra e società stiano bruciando le tappe di quello che era il percorso progettato in origine. Ormai tutti sono concordi sul fatto che la formazione azzurra abbia bisogno solo di qualche ritocco a gennaio per potersi candidare seriamente a occupare una posizione di assoluto prestigio al termine del campionato. Nella speranza di ritrovare a maggio la formazione azzurra, almeno nella posizione attuale, siamo fiduciosi (???) che il futuro sia più costruttivo in termini di spirito critico sia da parte dei tifosi napoletani ma soprattutto da parte di coloro che del racconto del calcio ne hanno fatto un mestiere.
Ciro Lanzillo

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