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"Contro Corrente": Trenta secondi di ordinaria follia

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Da una clamorosa sconfitta ad una sensazionale vittoria. Da un provvidenziale Grava ad uno stratosferico Cavani. È tutta racchiusa in questo prologo la partita tra Napoli e Lecce, che ha visto i partenopei vittoriosi per la quarta volta di fila, considerando anche la parentesi europea. Un altro successo che dà man forte ai sogni di gloria di un Napoli sempre più lanciati ai vertici del campionato, ad appena tre punti dal paradiso.
Trenta secondi di ordinaria follia. Potrebbe essere questo il titolo adatto per l’ultima, incredibile, pellicola messa su dalla banda Mazzarri. E, rivivendoli i novanta minuti del San Paolo, forse neppure De Laurentiis che, in fatto di cinema può considerarsi un maestro, avrebbe mai pensato di poter vivere emozioni così autentiche e vere.
Senza Lavezzi, a rubare il palcoscenico è stato ancora una volta Cavani. Una sua magia, un doppio dribbling ed un bolide che ha aperto le danze per la folle festa di Napoli e di tutti i tifosi partenopei. Eguagliato il record di punti (33, ndr) con due giornate d’anticipo prima del giro di boa: numeri importanti che la dicono lunga sul lavoro svolto da più di un anno a questa parte da Walter Mazzarri e del suo staff.
Il secondo posto, seppur in coabitazione con la Lazio, è il giusto premio, pardon, regalo da far scartare a tutti i tifosi che da tanto, troppo, tempo non riuscivano più a vivere emozioni così intense. Un risultato da tenersi stretto, in vista dei prossimi e probanti impegni di gennaio: Inter e Juve, gli ultimi due esami da superare per consacrare il valore assoluto del club del patron De Laurentiis.
La zona Mazzarri continua a mietere vittime, eppure, proprio in virtù dell’elevato numero di reti siglate negli ultimi scampoli di gara, viene da chiedersi: perche ci fanno dannare tanto? A volte dipende dall’avversario, altre dalle assenze, fatto sta che a questo Napoli qualcosa, di sicuro, manca. Oggi, per esempio, causa squalifica, non c’era la difesa titolare. Grava, Santacroce e Cribari hanno lottato da veri leoni, eppure, con maggiore accortezza, si poteva evitare di concedere quelle due ripartenze a Piatti prima, e Corvia poi. A centrocampo Gargano e Yebda si sono fatti apprezzare per il loro dinamismo, ma è ancora troppo alto il numero di palloni sciupati soprattutto dall’uragano sudamericano. Maggio e Dossena hanno fatto quel che hanno potuto, ma con un Lecce sempre pronto ad aggredire, era davvero difficile poter avere la meglio sulle corsie esterne. Con l’assenza di Lavezzi, un po’ tutti ci eravamo aggrappati alle giocate di Hamsik, apparso invece meno preciso del solito, forse affaticato dagli ultimi impegni. Zuniga e Sosa, ma anche lo stesso Dumitru ci provano in tutti i modi, ma la verità è che senza il pocho il Napoli diventa molto più prevedibile, la velocità ne risente, permettendo così anche ad un avversario modesto come il Lecce di chiudere bene gli spazi per poi ripartire, con ordine, in contropiede.
Gennaio è vicino, e la sensazione è che per questo Napoli servirà molto più di un difensore di piede mancino. In avanti c’è da valutare la condizione del rientrante Lucarelli, ma magari si potrebbe decidere di investire anche su un centrocampista dai piedi buoni, così da garantire maggiori scelte al tecnico toscano.
Francesco Auricchio

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