15 49.0138 8.38624 1 1 4000 1 https://www.tifonapoli.it 300 0
theme-sticky-logo-alt
theme-logo-alt

Raio: "Pensierini di Natale per il Napoli, per chi parla e chi sparla"

0 Commenti
Come è bello soffermarsi sulla classifica del Napoli: è secondo alle spalle del Milan, è a soli tre punti dalla capolista, ha alle spalle squadroni che alla vigilia del campionato godevano dei favori del pronostico, ha alle spalle tutte le rivali tranne la Lazio. E’ bello vedere anche Cavani leader tra i cannonieri. E’ interessante e di prestigio notare come il Napoli risalga le posizioni della speciale graduatoria dell’Iffhs (International Federation of Football History & Statistics): era oltre il 200mo posto, adesso è 67mo. Tutto ciò è la dimostrazione lampante di come giorno dopo giorno, in sei anni il Napoli sia cresciuto, di come il progetto del club vada avanti tra qualche difficoltà, ma anche tra tantissime soddisfazioni. Tra le tante quella di vedere “gregari” come Grava, Aronica, Pazienza avere oggi un ruolo importante nella squadra, vedere lievitato il costo del loro cartellino. Merito dei calciatori (i Gattuso del Napoli) indubbiamente, ma anche di chi ora li allena.
Mazzarri. Merita un pensierino a parte. Incarna caratterialmente lo spirito dei tifosi: focoso, forte nel carattere, non le manda a dire, umile nel parlare, ma nello stesso tempo ambizioso come obiettivi nei tempi giusti. Sin da quando De Laurentiis gli affidò la squadra, Mazzarri fu chiaro con tutti: “Voglio una squadra che abbia un’anima, voglio che lottiate uno per tutti, tutti per uno”. Oggi, il Napoli incarna le idee e il carattere del suo tecnico. Non molla mai, non si arrende dinanzi agli ostacoli di ogni genere. E tutto questo piace alle gente. Indubbiamente, qualche errore è stato commesso dall’allenatore di San Vincenzo, ma chi lavora, sbaglia. Sbaglia, spesso dicendo eresie calcistiche, chi pontifica senza averne titoli, figuriamoci se non ha il diritto di sbagliare chi deve decidere ogni giorno, chi vive costantemente sotto stress, chi spesso deve fare scelte anche impopolari.
“La differenza tra il genio e la stupidità è che il genio ha dei limiti”, diceva Albert Einstein. Lo possiamo notare nell’attuale genio del Napoli e nella stupidità (infinita) di coloro che si erigono a censori senza spesso capire di cosa stanno parlando, senza ricordarsi cosa hanno detto un mese o un anno prima. Spesso viene data la parola a figure insignificanti, del sottobosco calcistico o a mercenari del calcio.
C’è gente a Napoli, per fortuna una stretta minoranza, che soffre quando il Napoli vince. Perché tifa per un’altra squadra (Juventus ad esempio), perché ha un amico in un’altra squadra, perché ha difficoltà ad inventarsi critiche dopo un successo degli azzurri. Negli ultimi tempi, considerando il rendimento della squadra di Mazzarri, la sofferenza è ai limiti della disperazione. Una prova? Provate a guardare in volto alcuni cosiddetti opinionisti…
Il Napoli è l’unica squadra italiana a rappresentare il nostro Paese in Europa League. Aver raggiunto i sedicesimi della manifestazione è motivo di orgoglio per gli azzurri e per i tifosi che sperano che il Napoli vada avanti in Europa.
Complimenti per le belle parole dei tifosi di entrambe le curve del San Paolo, parole scritte in due striscioni e rivolte al Napoli per questa stagione che lo vede a Natale al secondo posto in classifica, ancora in gara in Europa e ben presto (18 gennaio contro il Bologna) impegnato in coppa Italia. Parole che hanno ricordato i tanti sacrifici, morali e materiali, che sono stati affrontati nel nome del Napoli e con l’orgoglio e la fierezza di essere napoletani. Complimenti a tutti.
Noto che molti, dimenticando quanto dicevano in avvio di stagione (quando giudicavano carente, inadeguato, per nulla competitivo l’organico messo a disposizione di Mazzarri, tra l’altro incolpando l’allenatore di aver preteso una rosa ristretta…), oggi, vedendo il Napoli secondo in classifica parlano di scudetto e come peggiore ipotesi qualificazione in Champions. Quando si dice la coerenza… Non bastasse, va osservato che questi individui alzano l’asticella per mettere in difficoltà chi sta lavorando (sono loro i veri nemici del Napoli), ma soprattutto per parlare poi di fallimento. Il Napoli non vince lo scudetto? E ha fallito il traguardo tra l’altro in una stagione ritenuta miratamente facile. Non centra la zona-Champions? E ha fallito l’obiettivo per questo o per quell’altro motivo… Insomma, la critica fine a se stessa. Dimenticando quanto dicevano, dimenticando il valore in assoluto di altre squadre, dimenticando che l’obiettivo annunciato del club era e resta quello di migliorare il sesto posto dello scorso campionato. Il secondo posto, il Napoli lo sta occupando con merito, ma non deve rappresentare il traguardo finale per un club che cresce anno dopo anno, che non vuole vincere per caso, ma intende portare avanti un programma che inserisca il Napoli nell’èlite del calcio mondiale stabilmente. Per i tifosi e non per i tanti minchioni alla ricerca di una diversa identità.
Vittorio Raio per Radio Marte
Indietro
Avanti