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BarcelloNAPOLI II parte

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Buon giorno a tutti, dopo la disamina fatta degli schemi difensivi della scorsa volta (http://tifonapoli.com/barcellonapoli-1a-parte/ ), ora andiamo a guardare quelli che sono gli schemi offensivi delle due squadre.
L’anno scorso il Barca ha avuto problemi nell’inserire nei suoi schemi un certo Zlatan ibrahimovic, di certo non un ciabattino, la cosa sembra strana ai più, che parlano di problemi tra lo svedese e Pep. La realtà è che le frizioni sono nate da un incompatibilità di Ibra nel gioco del Barca che Guardiola ha riscontrato solo sul campo. L’incompatibilità è dovuta al fatto che, il mister Azulgrana chiede alla prima punta di rientrare a centrocampo per portare su la difesa avversaria nella quale poi si buttano i centrocampisti e in seguito il centravanti fittizio deve andarsi a piazzare in area,spesso smarcato a causa di quel movimento a molla. In più la prima punta non deve avere un nome e un cognome, ma deve essere ad alternanza uno dei tre che si trova li d’avanti. Questi due movimenti hanno portato Ibra a non sentirsi importante, poiché lui tende a catalizzare i palloni e a non gradiva soprattutto il fatto di doversi alternare al centro con Pedro e Messi. Dato che Ibra voleva dare un nome e un cognome alla prima punta del Barca, Guardiola ha deciso che era meglio per entrambi interrompere il rapporto.
Tornando ai fatti di casa nostra vediamo che anche noi non abbiamo una vera prima  punta, e proprio per questo che il Napoli non ha voluto ne Gilardino ne Toni, che sono due attaccanti da area di rigore, preferendogli Cavani e Lucarelli, anche se poi il secondo è un attaccante puro, ma che svaria molto su tutto il fronte d’attacco. Nel Napoli, infatti Cavani è colui che parte da prima punta, ma abbiamo notato più volte che in quella posizione spesso si vanno a piazzare anche il Pocho Lavezzi e Marekiaro. Se guardiamo molti goals di Cavani ci accorgiamo che spesso si trova solo in area di rigore proprio grazie al fatto di girare al largo dell’area di rigore e a fare quel movimento a molla detto in precedenza, cosa per esempio che Quagliarella l’anno scorso non riusciva a fare, andandosi ad imbottigliare tra i due difensori centrali e dando vita a duelli all’ultimo sangue con i difensori, cadendo sempre a terra al minimo contatto.
Le differenze tra le due compagini però ci sono, e si chiamano Pressing e Posseso palla. Mentre i catalani preferiscono fare del Possesso Palla il loro credo calcistico con molti dai e vai, esaltando il gioco di Iniesta e Xavi, quest’ultimo anche se di tecnica eccelsa è un recupera palloni straordinario, i partenopei preferiscono un  Pressing alto e asfissiante in modo da recuperar palla senza far giocare l’avversario e rilanciare l’azione offensiva in  modo veloce. Quindi, mentre Pep Guardiaola ha adattato il calcio spagnolo fatto di palleggio e tocchetti al calcio Europeo, mister Mazzarri ha adattato il calcio all’Italiano, tutto pressing e contropiede, al modo di giocare Europeo fatto di più uomini che si propongono in fase offensiva per creare gioco. Con questo non voglio certo dire che il Napoli e Barcellona sono allo stesso livello, ma che spesso i problemi di modulo che fanno alcuni opinionisti sono veramente chiacchiere da bar, e che il nostro mister è forse in Italia insieme a Prandelli, che adottava stessi movimenti con Gobbi e Comotto sulle fasce e Melo al centro (unico tecnico italiano ad arrivare ai quarti di EL e a far bene in  Champions ), uno dei più Europei o meglio più Aggiornati d’Italia. Poi ovviamente la differenza la fanno anche la caratura dei giocatori, non me ne voglia nessuno, soprattutto Pazienza, ma ad averlo uno come Xavi o Iniesta vicino a Gargano o Yebda.
Spero di non avervi annoiato oltre modo in questa disamina tattica, che avrebbe bisogno di immagini, ma quando sento gente che critica per il gusto di criticare mi sale un nervoso che non avete idea…
Vi ringrazio per il tempo concessomi buone feste.
Alessio Guidone

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