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"Contro Corrente": Solo sfortuna?

2 Commenti

Che strana sconfitta. Ok, meritata, ma ancor ci viene da pensare a come sarebbe andata se il Napoli non avesse beccato il secondo gol nel momento migliore. Forse avremmo visto un’altra partita ma, purtroppo per il Napoli, l’Inter si è dimostrata superiore nel carattere, nella voglia di vincere, meritando così di portare a casa una vittoria che rilancia le ambizioni nerazzurre, aprendo col sorriso stampato sulle labbra la nuova gestione targata Leonardo.
Eppure lo avevamo detto: attenzione all’impatto alla gara. Due giri di lancette, e grazie ad una magia di Thiago Motta, gli azzurri sono già sotto per 1-0. Chi non avrebbe pensato al peggiore degli epiloghi, ed è invece qui che i partenopei dimostrano una certa maturità, rialzando da subito la testa, rimboccandosi le maniche e cominciando a prendere le misure all’avversario. Pazienza tiene bene il centrocampo, Lavezzi, particolarmente arrembante nella prima frazione, tiene in costante apprensione la difesa nerazzurra. Succede così che, proprio sugli sviluppi di un calcio d’angolo del Pocho, è proprio il buon Pazienza, con una zuccata delle sue, a rimettere le cose a posto. E pensare che il centrale foggiano non ha avuto il benché minimo segnale per il rinnovo del contratto.
Napoli di nuovo in partita, che cerca sull’onda dell’entusiasmo di spostare a proprio favore gli equilibri del match con un destro di Maggio che ancora grida vendetta. Ci si frega le mani per come gli azzurri riescano a tenere bene il campo, poi però accade l’impronosticabile.
La variabile impazzita stavolta colpisce un Dossena decisamente sottotono, che permette a Maicon di scodellare, da fermo, un preciso assist per Cambiasso, perentorio nel rubare il tempo a Cannavaro.
Il 2-1 anziché ricaricare gli uomini di Mazzarri li stordisce, così, al rientro dagli spogliatoi, non passano dieci minuti che sull’ennesimo traversone, è ancora Thiago Motta ad indovinare, di testa, la traiettoria vincente. 3-1 e strada tutta in salita. In realtà però, la rincorsa dei partenopei non ha mai inizio. Il gol del centrocampista brasiliano taglia le gambe ad un Napoli che perde in incisività, favorendo l’Inter nella gestione del match. Qualcuno penserà alla sfortuna, e forse da un lato il discorso regge, ma dall’altro non si può non riconoscere la superiorità dei campioni d’Italia nella zona nevralgica del campo. La diga eretta da Pazienza e Gargano ha retto appena un tempo, per non parlare del netto predominio tenuto da Maicon e Chivu sui dirimpettai Dossena e Maggio. Mazzarri, dal canto suo, ha provato a muovere le carte inserendo Yebda, Zuniga e Sosa, senza però ottenere risposte concrete. Anche gli stessi Hamsik, Lavezzi e Cavani non hanno dato una mano, se non a sprazzi, a facilitare l’impostazione della manovra offensiva: il Matador è rimasto ingabbiato tra Cordoba e Lucio, Hamsik ha sofferto il pressing asfissiante di Cambiasso e lo stesso Lavezzi, dopo un primo tempo incoraggiante, è caduto nell’anonimato nell’arco del secondo tempo.
Sconfitta senza attenuanti dunque, ma, sia chiaro, è questo un ko che non ridimensiona le ambizioni azzurre. Il Napoli resta, ad un turno dal giro di boa, al terzo posto in solitario, con tutte le carte in regola per poter continuare questa sua permanenza ai vertici del campionato.
È chiaro che, per sognare illustri traguardi, qualcosa sul fronte mercato dovrà pur muoversi (Inler ed Agger?), ma non prima della prossima settimana: prima c’è il posticipo con la Juve, la sfida delle sfide che i tifosi attendono da tanto, troppo, tempo. L’occasione giusta per un pronto riscatto, per spedire i bianconeri definitivamente fuori dalla lotta allo scudetto. Coraggio azzurri!
Francesco Auricchio

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