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Napoli, l'ultimo tabu&#39 da sfatare è il Meazza

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Azzurri a Milano caricati da Mazzarri: «L’Inter di Leo è una squadra di fenomeni, mai però firmerei per un pari»

MILANO – Se ci fosse stato un solo dubbio su Mazzarri versione Special, ha pensato lui stesso ad allontanarlo. Non recede di un solo passo dalle posizioni degli ultimi giorni, esternando, se possibile, con maggiore forza la convinzione di essere un allenatore unico, un artista che ha dato l’impronta tattica al suo Napoli. E’ un uomo convinto di se stesso e della forza della squadra, i risultati sono con lui. Mazzarri avverte il rumore del nemico. Lo affronta a viso aperto, lo sfida e prova a vincerlo.
C’è Inter-Napoli questa sera nella Scala del calcio, ci sono cinque trofei che i nerazzurri onoreranno prima del triplice fischio di inizio. C’è soprattutto un tabù lungo sedici anni da sfatare. Una vittoria che Mazzarri cerca con tutte le sue forze, convinto com’è di poter tornare da Milano con un risultato positivo. E’ il suo modo di caricare l’ambiente, di infondere autostima e consapevolezza agli undici che stasera si troveranno di fronte i «fenomeni», che dovranno continuare nella scia positiva delle ultime gare.
Serve l’impresa — dice Mazzarri— l’Inter ha campioni che possono risolvere la gara in qualsiasi momento. Se il Napoli esprimerà il gioco che sa fare, al di la dell’avversario che ha di fronte, può davvero tornare da Milano dopo sedici anni con un risultato positivo». Tutto d’un fiato, senza alcuna esitazione. Special Maz, che non vuol dire special Mou («non sono come Mourinho, né come nessun altro» ) non firmerebbe per un pareggio. «Non lo farei mai, non è nella mia natura, neanche se stessimo dispuntando una finale di…». Forse gli verrebbe naturale dire scudetto o anche Champions, poi la scaramanzia è più forte della carica agonistica e si ferma. «Finale di un trofeo importante» , conclude così. La squadra è già fatta da qualche giorno, non fa pretattica Mazzarri. Ha lavorato fino allo sfinimento con gli undici che stasera saranno in campo. Un solo cambio di casacca in difesa (Campagnaro per Grava) questa volta non conviene tenere sul filo i papabili titolari, meglio dargli la certezza di giocare e quindi la concentrzione giusta.
Di Leonardo continua a dire un gran bene, il tecnico del Napoli («una persona che stimo per l’intelligenze, riuscito a farsi apprezzare da tutti in un ambiente difficile come il nostro, anche i giocatori hanno grande rispetto) a Donadoni non replica. L’ex tecnico del Napoli lo aveva definito personaggio di poco conto, Mazzarri: «Dal punto di vista umano non mi sento certo inferiore lui». E in fin dei conti, Mazzarri, va avanti per la sua strada senza sentirsi inferiore a nessuno. L’autostima (ma a lui questo termine non piace) è la sua forza, la grinta e il carattere l’arma vincente del Napoli secondo in classifica e mai così in vista. «Prima nessuno parlava di noi, ora anche i giornali del Nord sono costretti a farlo — aggiunge con una punta di orgoglio —. Ci sono invidie e tante critiche, è come se avessimo fucili puntati contro. Attenzione, chi così prova a destabilizzarci si sbaglia di grosso. Le critiche, gli attacchi sortiscono il solo effetto di caricarmi ancora di più». Mica male, Mazzarri. Sicuro, costruttivamente spavaldo e anche coraggioso nel metterci la faccia. Stasera c’è l’Inter e domenica c’è la Juve: incontri da brividi. Tutto calcolato, anche la cautela: «Partite che consideriamo anche perdibili, ma se così fosse il nostro girone di andata sarebbe stato comunque straordinario, al di sopra di ogni aspettativa». Special.
CorrieredelMezzogirno

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