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Napoli, ingiusto parlare di ridimensionamento

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MILANO – Facile dire che quella sul Napoli è stata la vittoria di Leonardo. Più logico però sostenere che, rispetto alla gestione Benitez, l’Inter recupera parecchi giocatori (esempio classico Thiago Motta), pungolati dall’evento di svolta, da una condizione che inizia a sorridere ed autori della classica partita quasi perfetta. Dovendo comunque indicare un merito di Leo, oltre all’indubbio lavoro psicologico, lo individuiamo nella graffiante ricerca di profondità abbastanza sconosciuta al buon Rafa. Circa il Napoli, ingiusto parlare di ridimensionamento. Certo, un grande risultato al Meazza avrebbe aperto orizzonti illimitati, ma la mentalità ed il gioco espressi nel primo tempo fanno pensare ad un prosieguo del torneo di vertice.
LE VERTICALIZZAZIONI DI LEO – Nei giochi tattici, stante il collaudato 3-4-2-1 di Mazzarri, con Hamsik e Lavezzi tra le linee a sostegno di Cavani, la maggiore curiosità è logicamente per le scelte di Leonardo. Niente di nuovo rispetto alle premesse, con un rombo in mediana: il vertice avanzato è Stankovic, che spesso si allarga per creare, insieme a Pandev e Milito, una situazione di ‘uno contro uno’ nei confronti della linea difensiva di Mazzarri. Si può dire che la mano di Leo si vede nella ricerca spasmodica della verticalizzazione. Il tutto, combinato con la mentalità simile dei partenopei, produce un primo tempo splendido.
THIAGO MOTTA ‘ROMPE’ LA GARA – La prima situazione di rottura la produce Thiago Motta, magistralmente servito da Stankovic ed abile nello scaricare in rete con un sinistro dal volo dal limite. Squadra di carattere comunque il Napoli. Veemente la reazione, organizzata soprattutto sul versante destro dove Cavani sovente fa tandem con Maggio. Dopo una rete giustamente annullata allo stesso Cavani per fuorigioco di Dossena, il pari arriva però da un corner calciato dalla parte opposta: Lavezzi crossa, Pazienza sorprende tutti con un perfetto inserimento aereo. Registrato il mancato raddoppio napoletano, con Maggio che angola troppo un diagonale alla portata, individuiamo in una fascia la zona decisiva del primo tempo. Dossena e Aronica non arrestano le cavalcate di un ritrovato Maicon: su un suo cross Cambiasso ruba il tempo alla difesa partenopea e batte De Sanctis. Poco prima era stato Milito a non concretizzare un invito di Chivu alzando la pochi passi.
L’INTER DOMINA LA RIPRESA – Ripresa decisamente meno avvincente del primo tempo. ‘Colpa’ di un certo calo del Napoli, che a parte un tocco ravvicinato di Hamsik non riesce a spaventare granché Castellazzi. ‘Meritò di una Inter che dopo aver trovato il terzo gol con Thiago Motta (gran colpo di testa in anticipo su Dossena), gestisce benissimo il doppio vantaggio anche in fase difensiva. Arrivano buone chance per il poker. Segnaliamo tra tutte una progressione simbolo di Javier Zanetti che angola di poco il diagonale. Il capitano torna coraggioso, emblema di una Inter ritrovata. Il Milan è lontano 13 punti, ma ci sono due gare da recuperare, quindi…
Repubblica.it

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