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Napoli vicecampione e i bla-bla-bla degli juventini campioni di lamenti e di sofferenza

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Più che felice il bilancio del Napoli alla fine del girone di andata. E’ vicecampione d’inverno, ha Cavani capocannoniere, è l’unica squadra italiana a giocare ancora in Europa League. Tutti titoli di grande merito che, però, non devono distrarre dall’obiettivo iniziale (migliorare il sesto posto dello scorso torneo). Se oggi pensassimo solo allo scudetto e se poi il Napoli dovesse arrivare terzo, si direbbe che ha fallito la stagione. Si alza l’asticella per poi poter comunque criticare… Ecco perché, facendo tesoro delle esperienze che sta acquisendo, cercando di migliorare l’organico (ma è difficile farlo con il Napoli che è secondo!), non bisogna mai distogliere l’attenzione dalle iniziali, vere rivali: Genoa, Fiorentina, Lazio, Palermo, Sampdoria, Udinese… Si potrebbe obiettare: ora il Napoli è secondo, perché non sognare, perchè non puntare allo scudetto? Il Napoli punterà a fare e a dare il massimo (Mazzarri è una garanzia), ma senza fare proclami per evitare che i facili entusiasmi diventino facili e conseguenti catastrofismi e che poi, come detto, si parli di fallimento.
“Napoli da scudetto? Assolutamente no. Lo scudetto lo vuole Berlusconi e farà di tutto per conquistarlo. Non mi metto a competere con una squadra che vince con un gol in fuorigioco all’ultimo minuto”, ha detto De Laurentiis a Sky. Chi vuole intendere, intenda…
Vicecampioni d’inverno avendo quattro punti in meno del Milan, ma il distacco sarebbe di una sola lunghezza se Rizzoli non avesse “aiutato” il Milan al San Paolo con una direzione di gara a dir poco carente, inadeguata: non ammonì Robinho per simulazione; non ammonì Papastathopoulos per fallo al limite dell’area di Lavezzi (fallo volontario): per lui sarebbe stata la seconda ammonizione e quindi ci sarebbe stata l’espulsione; fu troppo severo nell’espulsione di Pazienza; nel finale fu assente nella rissa che si scatenò accanto alle panchine; fu debole nei confronti dell’irridente Ibrahimovic. Per ora, non si può competere con il Milan al di fuori del campo…
Meglio Mazzarri non avrebbe potuto festeggiare le sue prime 400 partite da allenatore. Una vittoria importantissima contro la Juventus, una prestazione super della squadra, una gara che il Napoli ha stravinto umiliando gli avversari nel ritmo, come gioco, come concentrazione, come cuore, come spirito di sacrificio, come energia. Merito degli azzurri, ma esiziale quello di Mazzarri.
Una riflessione: in questo girone di andata quale squadra italiana è riuscita ad esprimere il gioco spesso spumeggiante e redditizio del Napoli? E’ vero, il Napoli in alcune gare è stato altalenante nel rendimento, ma non dimentichiamo la diversa caratura degli organici tra il Napoli e la favorite al titolo e alla zona-Champions, non dimentichiamo che il Napoli è partito con obiettivi diversi rispetto all’Inter, alla Roma, al Milan  e alla Juventus. Quindi, dice bene Mario Sconcerti: “Mazzarri è il migliore allenatore”.
Il Napoli ha chiuso il girone di andata con la Juventus ed aprirà, sabato, quello di ritorno affrontando la Fiorentina. Dovrà fare a meno di Hamsik che sarà squalificato.
Che serataccia è stata per i milioni di juventini che abitano nel mondo! La Juventus distrutta nel gioco, nel risultato, in tutto. E pensare che il povero allenatore dei bianconeri, alla fine del match, è stato costretto a piangere ricordando il gol annullato a Toni (giustamente non convalidato per danno procurato a De Sanctis). Un lamento che se l’avesse fatto il Napoli come minimo avrebbero detto che era inopportuno dopo aver perso tre zero! Che serataccia anche per i tanti juventini che abitano a Napoli! Quelli occulti e quelli pseudonoti. Per loro, ieri sera e per giorni, la sofferenza sarà almeno pari alla gioia dei tifosi del Napoli: immensa. Sono cambiati i tempi: il Napoli vince e la Juventus si lamenta!
Juventini a parte, dove sono e dove metteranno la faccia i vari Agroppi napoletani? Il Napoli non ha vinto niente, quindi guai a cantare vittoria, ma al nomento sta zittendo le tante cornacchie, i tanti minchioni, i tanti falliti, i tanti ottusi, i tanti denigratori di professione, i “mister” che criticavano Mazzarri senza aver fatto un decimo di quanto fatto dal tecnico del Napoli, i tanti che speravano di avere un ruolo e ne sono ancora alla ricerca, i tanti invidiosi, i tanti che si appellano alla difesa a tre o al mercato pur di blaterare qualcosa, pur di giustificare le loro sostituibili presenze…
Sono felice con e per i tifosi delle due curve. Loro, in modo massiccio, entusiastico e costante, hanno seguito il Napoli anche nei giorni post-fallimento, sui campi di serie C. A loro vanno dedicate queste vittorie di un Napoli che cresce nel progetto, nelle ambizioni, nei risultati. E il bello deve ancora venire perché sinora non è stato vinto niente. Quindi, fa benissimo Mazzarri a trattenere gli entusiasmi e a mettere tutti in guardia: attenti alla Fiorentina. Sarà più difficile che contro la Juventus.
Vittorio Raio per “Radio Marte”

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