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Napoli-Agger, ecco cosa li divide

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Non abbiamo fretta sul mercato. Non potete immaginare quanti nomi arrivano ogni giorno sulla scrivania mia e di Bigon, potremmo allestire dieci squadre. Noi dobbiamo costruire un Napoli modello-Barca. Temo la sbornia per aver battuto la Juventus per la quarta volta. Ribadisco che cerchiamo un difensore di piede sinistro, dateci il tempo di tornare ai vertici”. Parole e musica di Aurelio De Laurentiis. In effetti l’entusiasmo degli ultimi tempi è incontenibile e, come dice il proverbio, l’appetito vien mangiando. In città i tifosi si dividono tra coloro che vorrebbero pochi ma sostanziosi ritocchi per puntare in alto e chi invece sposa la fiducia al gruppo, evitando potenziali problemi di equilibrio nello spogliatoio, nell’ottica complessiva dei piccoli passi. I calciatori accostati al Napoli in questa finestra di mercato appena iniziata sono tanti. Britos, Ogbonna, Schultz … Nessuno di questi, a dire il vero, infiamma o si può considerare, a ragione, il personaggio giusto al richiamato modello blaugrana. Tramontata (almeno così pare) per motivi tecnico-tattici, al di là del valore indiscutibile del giocatore, la pista che portava a Criscito, per il reparto arretrato il colpo più suggestivo, inutile dirlo, resta Daniel Agger. Il possente giocatore del Liverpool, però, secondo quanto detto nei giorni scorsi dal direttore sportivo Bigon, non arriverà. La redazione di Calcionapoli24.it ha raccolto ulteriori dettagli sulla vicenda. Il calciatore è quanto di meglio possa arrivare in relazione sia alle caratteristiche che chiede Mazzarri (sarebbe perfetto anche per la poliedricità nel ricoprire più ruoli) sia alla politica aziendale ormai consolidata che fa veleggiare sereno e felice il club verso il 2013, quando, Platini promette, vigerà il fair play “fiscale” che premierà i sodalizi dai libri contabili “puliti” . Nemmeno il costo del cartellino del biondo nazionale danese, infatti, sarebbe un ostacolo: i Reds chiedono intorno ai 10 milioni, cifra che per le casse del club partenopeo è del tutto sostenibile. L’unico vero problema è rappresentato dall’ingaggio. La dirigenza azzurra offre un quinquennale ad 1,3 milioni di euro, mentre l’entourage del difensore, in rotta con la squadra inglese, chiede almeno 1,8. La strategia del tetto ingaggi è tassativa, non ammette defezioni. La speranza di veder giocare Agger al San Paolo è aggrappata alla sola eventuale volontà del giocatore di assaporare il boato di Fuorigrotta con relativo sacrificio e fiducia nel progetto di crescita che lo vedrebbe coinvolto anche economicamente sui bonus di rendimento. Le rose in inverno difficilmente sbocciano, ma il calcio si gioca su un prato senza tempo e … mai dire mai!
CalcioNapoli24

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