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Club Napoli Casal Velino: "Cronaca di una domenica con Barbato De Stefano e. . . Napoli Vincente"

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Una gran bella domenica per il Club Napoli Casal Velino, per i suoi amici e per i suoi sostenitori. Una domenica iniziata fin dalle prime luci del mattino, perché tutto fosse pronto, perché fosse una domenica da incorniciare, perché potessimo godere, tutti insieme, di quelle emozioni che soltanto la musica, soltanto la condivisione di una passione unica, come è quella per il Napoli, ti può regalare. Caffè al volo, occhiata ai quotidiani, qualche ricordo dei tempi bui. Domenica è stata la volta del Napoli 2000/2001, il Napoli di Quiroga e Pineda, e poi via al Club. Gli addobbi da preparare, i dolci da sistemare, le telecamere da provare.
Nuvoloni neri, qualche goccia all’orizzonte, eppure noi vedevamo tutto azzurro; sarà forse che a farci compagnia era la musica di Rodrigo, con “La Mano de Dios”, quella di Barbato De Stefano con l’Inno Napoli Vincente, sarà l’esaltazione per le emozioni che il Napoli ci sta regalando, ma noi vedevamo, come di fatto vediamo ancora, tutto straordinariamente azzurro.
Eccola! La telefonata di Barbato De Stefano! Sono le 13.00 in punto, è ad Agropoli. Un salto in macchina e via (in fondo arrivare qui non è semplice).
Per l’euforia quasi dimenticavamo il pranzo e allora tutti a casa di Tullio e Rosa; prodotti tipici cilentani, pasta con i pomodorini (quelli veri, quelli dell’orto), “salsicce e friarielli”, tutto innaffiato dal buon vino di Tullio.
Sono le 14.50, i soci al Club fremono… vogliono Barbato! “Ehi ma non venite?” “Ma dove siete? Barbato è arrivato?” Ahinoi dobbiamo abbandonare il pranzo (e non credete sia stato facile rinunciare ai dolci di Rosa) per correre dagli amici, da tutti coloro che con noi “Ogni Maledetta Domenica”, condividono emozioni e sensazioni.
Sta per iniziare Bari – Napoli!!!
I soci, gli amici, i simpatizzanti, il piccolo Andrea (uno dei nostri più piccoli soci onorari), i bambini. Mazzoleni fischia e con gli azzurri scendiamo in campo anche noi … Che ansia!
Solita formazione sparsi tra maxischermo e tv …
12′ PT: Maggio entra in area palla al piede. Tiro – Gillet respinge e “il cuore ci batte forte”
27′ PT: non si può non urlare per il rigore vistosamente negato da Mazzoleni per fallo su Lavezzi. Il Club esplode.
34′ PT: il Pocho si invola verso l’area avversaria. Atterrato. Meglio non commentare le reazioni alle decisioni di Mazzoleni.
Guardiamo Barbato … siamo tutti attoniti, ma sappiamo che queste sono le cose che fanno “gasare” il nostro “branco di cannibali”
38′ PT: Ed infatti … SI GONFIA LA RETE – SI GONFIA LA RETE! Lavezzi Lavezzi El Pocho Lavezzi! Esplodiamo! Abbraccio corale, Barbato quasi stritolato!
Il secondo tempo inizia con qualche fibrillazione, del Bari non ci fidiamo, ma per fortuna ci fidiamo degli azzurri; la tensione è alle stelle. Le nostre attese sono confermate dal gioco degli azzurri, o meglio dal non gioco, qualche distrazione di troppo e il nervosismo è inevitabile.
41′ ST: SI GONFIA LA RETE – SI GONFIA LA RETE! El Matador Cavani infilza di nuovo il Bari! Questa volta non resistiamo! Esplosione, un urlo liberatorio! Era proprio quello che ci voleva!
43′ ST: Tutti in piedi, esce il Pocho … Olè olè olè Pocho Pocho!!!
Finalmente è finita … possiamo esultare e possiamo festeggiare!
Qualche attimo di pausa, qualche momento per calmare la tensione e via … Napoli Vincente risuona nelle sale con le nostre voci. In fondo è “Un Napoli Vincente”.
I bambini, i loro giochi, i messaggi per Barbato, la musica, i colori!
E finalmente la torta, partorita dalle sapienti mani di Rosa … lo spumante, i dolci, gli abbracci, le foto di rito… tutto sulle fantastiche note di Napoli Vincente.
E’ stata senza dubbio una domenica da incorniciare, una domenica che forse è l’emblema di ciò che rappresenta per noi il Napoli. Il Napoli non è solo la nostra squadra del cuore, quella che ti fa vibrare le corde giuste al momento giusto. Il Napoli è aggregazione, il Napoli è condivisione di momenti magici ed unici, il Napoli è stare insieme, il Napoli è soffrire e gioire tutti insieme in un unico abbraccio, in un unico urlo liberatorio.
Forse tutto questo è proprio ciò che ci differenzia dalle altre tifoserie. Il Napoli non è soltanto la squadra da tifare, Napoli Vincente non è soltanto uno slogan sportivo, non è solo sperare che il Napoli vinca. Napoli Vincente è forse l’allegoria più appropriata per il popolo napoletano, un popolo che soffre e si rialza, un popolo che non molla mai. Napoli Vincente sono 100000 cuori che insieme sprigionano una forza senza pari, cuori che insieme si tingono d’azzurro e che insieme urlano, gioiscono, cantano, si esaltano.
E’ d’obbligo qualche ringraziamento: un grazie a Barbato, per averci portato le note di Napoli Vincente, per essere stato con noi, per aver condiviso le nostre emozioni; grazie a Rosa e Tullio, per la loro ospitalità; grazie a Rosa per la torta capolavoro; grazie al Barakuda Beach Bar ed al suo staff, a Monica, a Dario, a Cristina, a Marcella, un grazie sincero a tutti voi; grazie a Nicola Russi, cameraman e supporter favoloso ed instancabile; grazie ai soci, agli amici, ai simpatizzanti, insomma a tutti coloro che presenti o no, condividono con noi momenti indimenticabili; grazie al “branco di cannibali” per tutto quello che ci sta regalando in questi anni e grazie al Presidente De Laurentiis, regista di un film che ogni giorno ci riserva scene sorprendenti. Un pensiero, ed un augurio sincero, permettetecelo, è per Gianluca Grava, colui che incarna pienamente il nostro fermo attaccamento alla maglia, perché si rimetta presto e torni presto ad esaltarci.
E infine, consentiteci, ma un grazie sincero va a noi, tutti, al Presidente Filippo Bronzo, al Vice Presidente Fabio Cortiglia, al Segretario Massimo Esposito, a Dario D’Apuzzo, a Domenico Lentini, ad Aniello Rizzo, a Giuseppe Pinto, ad Armando e Daniele Zagaria, a Christian Bertolini, a Carlo Di Feo, ad Antonio Strollo.

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