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"Contro Corrente": Vento di passione

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Tutt’un’altra storia. Forse è davvero cambiato il vento, ma questo Napoli ormai non smette più di regalarci infinite passioni. Dopo i 120 minuti di sofferenza con l’Inter, schianta la Samp con la facilità di chi è consapevole dei propri mezzi, della propria forza. Di chi sa quando colpire, infiammando lo stadio quando meno te l’aspetti, con una fiammata dei soliti noti. Lavezzi apparecchia, Cavani trasforma. Il solito copione va in scena, strappa applausi e sorrisi, è il candidato numero uno all’oscar delle emozioni.
De Laurentiis, magari, sotto sotto, se la ride: ha costruito, pardon, sta costruendo una macchina perfetta con solidi ma oculati investimenti. È come quando si vede crescere la propria creatura: a piccoli passi, ogni step è intriso d’orgoglio. Il sentiero è ancora lungo, intanto però, ci si gode il viaggio: the show must go on, lo spettacolo continua.
Sul tappeto verde però, stavolta, a brillare non è soltanto la stella dei primi attori. Quella brezza di passione accomuna un po’ tutti, dal primo all’ultimo, anche chi, magari non t’aspetti: Santacroce e Zuniga su tutti, sempre precisi, puntuali, mai una sbavatura. È un po’ quello che ci siamo abituati a vedere con Yebda, che dall’alto della sua eleganza, non ha fatto rimpiangere l’assenza di Pazienza. Dossena ha ritrovato i suoi scatti migliori, Cannavaro e Campagnaro poi, muratori instancabili, vero incubo di tutti gli attaccanti che passano dalle loro parti. Poi, tutti in piedi per i tre tenori: Hamsik, Lavezzi e Cavani, un canto gioioso, un ritmo arrembante, la musica che contagia anche chi non è in prima fila: un fenomeno che si espande, oltre i confini partenopei.
Al suono della sirena, gli applausi sono anche per lui, il direttore d’orchestra, Walter Mazzarri, e la sua orchestra, i suoi fidato staff, encomiabile per l’assoluto stato di grazia, per la freschezza atletica dei guerrieri azzurri. Un miracolo della fisiologia, destinato, si spera, a perdurare nel tempo.
Archiviata la pratica doriana, mercoledì è già tempo di nuovi esami. Si va a Verona, contro quel Chievo che, nello stupore generale, all’andata strappò i tre punti nel catino amico. Non ci sarà Lavezzi, ammonizione ingenua la sua, ma pur senza il Pocho, Mazzarri spera di portare con sé la stessa anima apprezzata nelle ultime settimane. C’è un secondo posto da difendere, avanti azzurri, tutti all’assalto del Bentegodi!
Francesco Auricchio

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