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De Laurentiis vuole rilanciare Napoli

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Un pranzo di lavoro all’Excelsior, al ristorante panoramico, tavolo per tre. Sullo sfondo uno spicchio di sole illumina Capri. Seduti uno accanto all’altro il presidente della Regione Stefano Caldoro, quello degli Industriali Paolo Graziano e quello del Napoli calcio Aurelio De Laurentiis che ha la delega al rilancio dell’immagine di Napoli, in Italia e nel mondo per Palazzo Partanna. Al centro della discussione Napoli e il suo rilancio. La sostanza di quasi due ore di discussione è che gli industriali non sono andati a chiedere soldi, ma regole chiare per investire e mettere soldi veri in campo. Un patto per rimettere in moto la capitale del sud offuscata da almeno un lustro di non amministrazione e dalla crisi dei rifiuti. Caldoro dunque interlocutore privilegiato in attesa di sapere chi dalle elezioni si siederà a Palazzo San Giacomo. Caldoro interlocutore privilegiato anche perché è ritenuto persona affidabile e abbastanza giovane da poter recepire le istanze che arrivano dal mondo delle imprese. Con il presidente della Regione che è stato altrettanto chiaro proprio in premessa: soldi non ce ne sono, massima invece la disponibilità di una sinergia sulle regole.
Sgombrato il campo dalla pregiudiziale soldi, di cosa si è parlato con precisione? Quali le proposte messe in campo? Cinque i punti toccati con De Laurentiis – è il caso di dire – mattatore del pranzo. Il produttore cinematografico intende griffare gli scavi archeologici di Pompei, rispondendo così ai suoi amici della famiglia della Valle che tenteranno di far stare meglio il Colosseo. De Laurentiis è convinto che soldi per aggiustare gli scavi più famosi del mondo si possono trovare in tempi. Gli imprenditori però non sono benefattori ma gente che cerca legittimamente il guadagno. In cambio della messa in sicurezza dell’antica Pompei chi mette soldi deve entrare nella governance degli scavi. In che modo? Idee e progetti tutti da concretizzare ma comunque il punto di partenza è di trasformare gli scavi in qualcosa di economicamente appetitoso. Il secondo progetto di De Laurentiis è affascinante: portare la Formula 1 a Napoli. La domanda è: se è stato detto no a Roma appena una settimana fa perché già c’è un gran premio in Italia che è quello di Monza, per quale motivo Barnie Ecclestone patron del circus dovrebbe cedere alle lusinghe napoletane? De Laurentiis è uomo ambizioso, uno che in cinque anni ha preso il Napoli dal fallimento e lo ha portato a lottare per lo scudetto. Tuttavia è fondamentale chiarire subito se davvero ci sono possibilità concrete. Il rischio altrimenti è quello di avere una delusione cocente come per la Coppa America di vela una delusione che ha contribuito a gettare una luce sinistra sull’attuale amministrazione. Non è finita qui perché c’è lo stadio San Paolo, la casa degli azzurri che non fa onore al secondo posto in classifica. Il produttore cinematografico non intende lasciare l’impianto di Fuorigrotta nonostante le criticità di uno stadio al centro della città. Il tema è un altro. Appena si potranno sfruttare tutte le aree disponibili è pronto per un restauro totale. Parla De Laurentiis ma Graziano sposa in pieno tutti i progetti. Come quello di rivalorizzare Mergellina. A cominciare dal porto il cui progetto è da tempo su carta ma si è perso nelle sabbie mobili di ricorsi e denunce per passare alla riqualificazione dell’intera area vera cartolina e biglietto da visita della città. In ultimo – ma non per importanza – la questione dell’area orientale. Dove già alcuni soggetti imprenditoriale come NaplEst stanno facendo tanto per attivare gli arrugginiti meccanismi della finanza.
Il Mattino

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