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Caro mercato ti scrivo: ci hai sorpreso, appassionato, divertito, quanto ci mancherai. . .

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E’ finito da un giorno e già mi manca. Ci manca. Il mercato è una malattia, un tatuaggio, un amore che non finisce mai. Gennaio mio non ti riconosco: un mese così ricco di notizie e colpi di scena non lo ricordo da tempo, forse non c’è mai stato. Si sono mosse tutte, chi meglio chi peggio, senza i budget inglesi ma con tante idee, alcune nate in una notte come quella di Nagatomo per l’Inter. Un samurai che corre veloce come il suo contratto, depositato via…moto: il tempo stringeva, mancava poco alle diciannove, tutte le speranze affidate alla guida spericolata di Alessio, il giovane autista nerazzurro. Missione compiuta, ci ricorderemo anche questa dopo il famoso lancio di Federico Pastorello e quella firma di Milito spedita all’ultimo respiro. Mi ha sorpreso l’Inter, non pensavo spendesse così tanto e bene, ha lavorato per il presente e per il futuro, Ranocchia e Pazzini sono due assegni circolari. Non mi ha stupito il Milan: Galliani è un maestro, lavora sotto traccia e cerca sempre le occasioni giuste, ha bruciato tutti per Cassano e, nell’emergenza, speso zero per Van Bommel e Legrottaglie, trovate voi a Gennaio giocatori migliori senza tirar fuori un euro per i cartellini. Non condanno la Juve, sarebbe troppo facile: Andrea Agnelli è stato chiaro, gli investimenti sono rinviati alla prossima estate, allora sì che potremo puntare i fucili. Senza appesantire il bilancio attuale, è comunque arrivato Matri, non uno qualsiasi. Alle stesse condizioni (prestito con riscatto a Giugno), non credo proprio che la Samp avrebbe accettato di cedere Pazzini, quindi Marotta e Paratici hanno fatto il massimo con il minimo a disposizione. Mi è piaciuto molto il Napoli, ho visto da vicino come lavora Riccardo Bigon. E’ giovane, parla poco ma ne capisce tanto, era stato il primo italiano a puntare Ruiz, è stato l’unico a soffiare un giocatore al City. E non ci sarà bisogno di aspettare fine campionato per assegnargli l’Oscar del mercato estivo, Cavani vale già il triplo di quanto speso, Napoli ringrazia.
Io ringrazio anche Preziosi, il presidente tuttofare del Genoa: se non ci fosse (al mercato) bisognerebbe inventarlo e noi dovremmo inventarci le notizie. Pensa a mille giocatori al secondo, cento ne tratta, con lui il mercato è sempre aperto, non saranno però molti contenti gli allenatori. Anche Ghirardi ama le scommesse e i colpi segreti, studiati in un attimo. Amauri rifiutava tutto ma ha scelto Parma in un giorno, Tommaso sa come convincere i giocatori, il suo entusiasmo è contagioso. Come quello di Igor Campedelli, il presidente dalla barbetta sempre incolta e dalle idee sempre affascinanti. Era arrivato primo su Mutu, ha inseguito Behrami e Maccarone, si è consolato con Santon, Felipe e Rosina, Cesena può essere orgogliosa di avere una guida così spregiudicata. A Udine, invece, dovrebbero fare un monumento a Pozzo che ha rifiutato valanghe di milioni per i suoi gioielli, mantenendo la promessa fatta a Guidolin. Se avesse voluto, avrebbe incassato almeno 70 milioni tra Sanchez, Di Natale, Inler, Isla, Zapata e Asamoah, mentre il prossimo diamante sarà Armero che l’Inter ha già messo nel mirino. Il Catania ha fatto ancora una volta il pieno di argentini, Bologna e Lecce di occasioni mancate, Chievo, Bari e Brescia di stranieri poco conosciuti che magari ci stupiranno. Ha deluso la Samp, quantomeno per i tempi della rivoluzione: dopo il divorzio con Cassano, non mi aspettavo anche la cessione immediata di Pazzini, ma le ragioni di bilancio vanno rispettate e Garrone è l’unico in grado di garantire stabilità alla Samp. Il Cagliari è praticamente salvo e ha pensato più al domani con Cepellini e Missiroli, il Palermo aveva quasi nulla da riparare, la Roma poco da fare e niente da spendere, la Lazio ha strappato il sì di Ziegler per il prossimo campionato e ha fatto bene a tenere Kozak, la Fiorentina farà invece bene a concentrarsi per l’inevitabile rivoluzione che l’aspetta: in partenza Gila, Montolivo, Vargas e forse Frey, sarà un’estate calda, sarà il momento giusto per cominciare un nuovo ciclo. Sono sicuro, ci divertiremo ancora. E sono anche sicuro che avete già fatto partire il conto alla rovescia.
Gianluca Di Marzio nel suo editoriale per TMW.

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